Cara casa, quanto mi costi? Il mercato immobiliare, fra inflazione, tassi ipotecari al rialzo e affitti in crescita (3./3)

A cura di Antonio Bolzani

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In queste prime settimane dell’anno nuovo abbiamo appreso che gli abitanti dei principali centri urbani ticinesi nel 2022 sono aumentati: da Lugano a Locarno, passando per Chiasso, Bellinzona e Mendrisio tutti hanno evidenziato una tendenza demografica al rialzo che i rispettivi amministratori comunali hanno accolto con soddisfazione. Nonostante il calo delle nascite che riguarda tutto il Ticino, è risultato decisivo, in generale, il forte incremento di chi ha deciso di andare ad abitare nei centri. Alla crescita della popolazione nelle città ticinesi nel corso del 2022 ha contribuito, in misura minore ma statisticamente significativa, anche chi - soprattutto donne e bambini - è fuggito dall'Ucraina in guerra. Sì, ma dove e a quali costi alloggia chi abita nelle città? La domanda è di stretta attualità considerando che gli affitti e i prezzi degli immobili in Svizzera sono aumentati durante lo scorso anno e questo incremento preoccupa gli inquilini. I rincari sono stati registrati soprattutto nel mese di dicembre, con un aumento medio del 1,1 per cento e -secondo uno studio pubblicato recentemente- la crescita media annuale è stata invece del 4 per cento; particolarmente toccato è stato il Canton Ticino. In un anno l'aumento dei prezzi degli immobili, al momento vuoti, è salito. In franchi svizzeri si traduce mediamente con un passaggio da circa 260 franchi per metro quadrato a 270 franchi per metro quadrato. In Ticino il rialzo è stato dell'8,4 per cento, il tasso più alto in Svizzera, ben superiore alla media. Per quali motivi è ancora una volta il Ticino a dover registrare delle cifre così diverse dal resto della Svizzera? È l’inflazione generale che ha creato questo incremento degli affitti? Gli immobiliaristi si giustificano con l'aumento dei prezzi delle materie prime mentre gli inquilini sostengono, però, che il dato dei rincari delle loro pigioni si ripete a ogni rilievo. Cosa aspettarsi allora in futuro, considerando che i tassi ipotecari sembrerebbero destinati ad aumentare? A questo proposito per il settore della costruzione, lo stimolo straordinario rappresentato per decenni dai tassi ai minimi storici è definitivamente tramontato; l’edilizia privata continuerà a puntare sul restauro, sul rinnovamento e sul risanamento strutturale ed energetico dei numerosi edifici oramai datati, ma questo implicherà dei costi e delle spese supplementari sia per i proprietari di casa sia per gli inquilini. Allora dove conviene e converrà abitare? In casa propria o in affitto? Quante sono e dove si trovano le abitazioni sfitte? L’aumento dei tassi produrrà una correzione al ribasso della redditività degli immobili e perciò investire nel mattone, per i grandi investitori, sarà un po’ meno redditizio? Il mattone, che storicamente ha sempre reso, rimarrà ancora in futuro un investimento sicuro nonostante dei tassi ipotecari più elevati? Nella puntata odierna facciamo il punto alla situazione sul mercato immobiliare, fra abitazioni vecchie, nuove, riattate e sfitte e le differenti aspettative ed esigenze dei locatori e dei locatari, confrontati a degli scenari economici, geopolitici, sociali e demografici di difficile interpretazione e con diversi punti interrogativi.

Sono ospiti della trasmissione:
Alberto Montorfani
, segretario generale di SVIT Ticino, Associazione svizzera dell’economia immobiliare e fiduciario immobiliare e commercialista
Gianluigi Piazzini, presidente della CATEF, Camera ticinese dell’economia fondiaria
Adriano Venuti, presidente dell’Associazione Svizzera Inquilini / Sezione della Svizzera italiana (ASI/SSI)