A 150 anni dalla morte, avvenuta il 5 febbraio 1869 a Lugano, la figura del politico, filosofo e intellettuale lombardo Carlo Cattaneo appare più moderna e contemporanea che mai. Amico di Stefano Franscini e tra i padri del Liceo luganese, Carlo Cattaneo fu una della delle figure di spicco della rivolta milanese del 1848, fallita la quale egli lasciò Milano per stabilirsi definitivamente in Ticino, a Castagnola.
La sua cultura aperta all’epoca moderna lo portò ad essere assertore di idee e progetti d’ “incivilimento” per la Lombardia prima, e per il Ticino poi. Convinto “gottardista” promosse anche la bonifica del piano di Magadino, immaginando al contempo uno sviluppo della rete dei trasporti che unisse l’Europa da nord a sud attraverso il Ticino e la Lombardia fino al Canale di Suez.
Spirito libero non smise di partecipare al dibattito politico italiano ed europeo attraverso l’attività editoriale della Tipografia elvetica di Capolago. Fu dunque come disse di lui Norberto Bobbio un filosofo militante. Per questa e molte altre ragioni nel 150.mo anniversario della sua scomparsa vengono ricordati la sua opera e il suo pensiero a cavallo tra Italia e Svizzera con una serie di convegni e conferenze promosse in particolare dall’Associazione Carlo Cattaneo di Lugano, “ponte culturale tra Svizzera e Italia”.
Ospiti:
Carlo Agliati, storico, archivista, direttore della rivista “Il Cantonetto”
Carlo Lacaita, già professore di Storia moderna, Storia del Risorgimento e Storia contemporanea alle Università di Genova, di Parma e di Milano, presidente della Commissione scientifica del Comitato italo-svizzero per la pubblicazione delle opere di Carlo Cattaneo
Marino Viganò, storico, saggista
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