Diario d’aldilà: un ticinese nel paese dei Soviet

Con Roberto Antonini

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Oltre la “cortina di ferro”, per 28 giorni, alla scoperta di quel mondo comunista che suscitava curiosità tra gli uni, timori per gli altri, passione per i pochi comunisti militanti in Svizzera. Nell’estate del 1976 Marco Fantuzzi si reca in Unione Sovietica con una delegazione di giovani del Partito del Lavoro, il partito comunista attivo nel nostro paese. Segue con una dozzina di militanti un corso di formazione a Mosca e Tallinn. E decide di tenere un diario in cui tra dibattiti ideologici, grandi bevute di Vodka, visite alle fabbriche, tra illusioni e delusioni, immortala la realtà di un mondo alternativo a quello occidentale. La pubblicazione da parte dell’editore Dadò di quelle pagine (Diario d’aldilà. Urss 1976) ci consente oggi di viaggiare nel tempo in quel grande paese e esperimento sociale quale fu l’Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche. Ma anche di interrogarci sul senso e l’attualità di un sistema politico cancellato dalla storia: i partiti e paesi comunisti (se si fa astrazione del totalitarismo nordcoreano e di qualche altra realtà più o meno marginale) o sono scomparsi, o si sono trasformati in versioni ibride a forte componente capitalistica (come la Cina o il Vietnam), ma alcune questioni alla base della loro esistenza e crescita, come le ingiustizie sociali, sono rimaste irrisolte.

Millevoci ospita:
Marco Fantuzzi, autore “Diario dell’Aldilà. Urss 1976”, edito da Armando Dadò
Norberto Crivelli, per 26 anni nella direzione del Partito del Lavoro svizzero (in Ticino Partito Operaio e Popolare)
Renato De Lorenzi, giornalista, ha realizzato diversi reportage sulla generazione del ’68