Dimostrzioni contro il presidente tunisino Zine el-Abidine Ben Ali a Tunisi (Reuters)

Dopo la primavera, l’inverno

Con Roberto Antonini

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Il 17 dicembre 2010 un giorno come tanti altri nella Tunisia in perenne crisi.  E se non ci fossero stati i “social” forse sarebbe in effetti rimasto un giorno senza storia. Su Twitter infatti in quel giorno si diffuse una notizia proveniente dalla cittadina di Sidi Bouzid: nelle ore del mattino, un giovane, Mohammed Bouazizi si era immolato con il fuoco davanti la sede del governatorato. Il più estremo dei gesti motivato dalle condizioni di vita del giovane, esasperato per via della mancanza di lavoro e per il sequestro della propria merce che vendeva per provare a racimolare qualche soldo. Fu quella la scintilla che accese la grande ribellione che coinvolse gran parte del mondo arabo. Una “primavera” in senso politico e sociale che travolse dittatori e autocrati, dal tunisino Bel Ali all’Egiziano Hosni Mubarak, che sconvolse numerosi paesi dal Marocco allo Yemen al Bahrein e che sfociò anche nella terribile guerra in Siria. L’anelito democratico e le rivendicazioni sociali, sembrano ormai sfumati. E le speranze di un mondo migliore hanno dovuto far i conti con una realtà di amarezza e disillusione, quasi ovunque.

Millevoci fa il punto e analizza le ragioni di quello che per molti versi è un fallimento con:

Eleonora Ardemagni, ricercatrice associata presso l'Istituto per gli Studi di Politica Internazionale (Ispi) e per la Nato Defense College Foundation
Federica Frediani, professoressa all’USI, tra gli organizzatori del Mem di Lugano (Middle East Mediterranean Summit)
Renzo Guolo, specialista di Islam e Medio Oriente, professore all’Università di Padova
Antonio Ferrari, giornalista Corriere della Sera, specialista di Medio Oriente