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Millevoci

Gli anziani al volante: oltre ai test medici d’idoneità alla guida, anche dei corsi d’aggiornamento obbligatori?

  • Ieri
  • 57 min
  • Antonio Bolzani
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Il rinnovo della patente per gli “over 75” andrebbe regolato meglio a livello federale, magari con dei test obbligatori di aggiornamento e formazione? Ne parliamo oggi, partendo dall’invecchiamento demografico che ci indica che sono e saranno sempre di più in futuro le persone della terza e della quarta età che guideranno. Sappiamo che nel traffico coloro che appartengono alle fasce più anziane della popolazione sono particolarmente a rischio visto che sono più vulnerabili rispetto ai giovani e un incidente per loro può avere delle conseguenze molto gravi. Inoltre, la vecchiaia o una malattia possono rendere la guida più difficile. È tuttavia importante precisare che la maggior parte degli automobilisti anziani non provoca un pericolo superiore alla media per gli altri utenti della strada. In caso di incidente, le persone anziane al volante sono un rischio soprattutto per sé stesse. Al di là delle campagne informative che puntano sulla prevenzione e sulla sensibilizzazione per gli automobilisti della terza e della quarta età, c’è chi vorrebbe più regole e più disposizioni restrittive per i cosiddetti conducenti seniores. Ricordiamo che a partire dai 75 anni, tutti i conducenti devono sottoporsi, ogni due anni, a un esame medico per poter continuare a guidare e mantenere così la loro patente. Questo esame è effettuato principalmente dai medici di famiglia, i quali possono ottenere l’accreditamento senza seguire una formazione. A proposito di visite mediche di idoneità, un recentissimo studio nazionale svizzero dimostra che i test di idoneità alla guida per gli over 75 e le persone con disturbi cognitivi non sono sufficientemente affidabili. Emerge inoltre che i medici possono autodichiarare la propria competenza per effettuare queste valutazioni senza seguire una formazione specifica. Il progetto nazionale Drive-check, che è stato avviato su richiesta dell’Ufficio federale delle strade (USTRA) ed è stato realizzato nell’arco di tre anni da ricercatori di istituti come la Scuola universitaria professionale di lavoro sociale e sanità di Losanna (HETSL), il CHUV e le Scuole universitarie professionali di Berna (BFH) e Zurigo (ZHAW), raccomanda l’elaborazione di una strategia nazionale che permetterebbe di armonizzare le pratiche, sostenere i professionisti e informare meglio il pubblico. La maggior parte degli esperti del settore, maestri di scuola guida in primis, sostengono anche che occorrerebbero dei corsi obbligatori di aggiornamento e di formazione da effettuare a scadenze regolari e a partire da una certa età. Proprio sull’obbligatorietà dei test pratici, con la possibilità anche di prevedere un vero esame di guida da superare; sulle diverse procedure adottate dai Cantoni; e sull’eventuale formazione specifica dei medici che si occupano di stabilire l’idoneità alla guida delle persone anziane ci soffermiamo nella puntata odierna, focalizzandoci sulle conseguenze partiche e psicologiche per una persona anziana di poter continuare a guidare o, invece, di dover rinunciare -su indicazione medica o di un maestro di scuola guida- alla licenza di condurre.

Sono ospiti il Dott. Davide Consolascio, specialista in medicina interna e fra i medici delegati per i test d’idoneità alla guida per gli anziani, Marco Doninelli, direttore dell’UPSA, l’Unione Professionale Svizzera dell’Automobile (Sezione Ticino), Nasir (Nasser) Dawood, maestro di scuola guida presso l’Autoscuola 2000 a Viganello e “Seniordrive coach” e Manuel Friedrich, maestro di scuola guida presso l’Autoscuola 2000 a Viganello.

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