Noi e l’arte pubblica: fra gusti personali, libertà creativa e eventuali vincoli

Con Antonio Bolzani

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Bello, brutto o così così? Il nostro rapporto con l’arte pubblica è, ovviamente, molto soggettivo e personale. Per capire cosa è l’arte pubblica, a cosa serve e quali sono le sue esigenze, a Millevoci partiamo da alcuni casi che hanno fatto discutere. Il più recente è la monumentale installazione di Brè, eseguita dall’artista Livio Bernasconi su una facciata di una casa nel nucleo: un dipinto gigantesco che per alcuni abitanti di Brè è ingombrante, sovrastante e fuori misura, un’opera che distrugge un delicato equilibrio estetico che reggeva, seppur con difficoltà, da secoli. Per altri, invece, il dipinto rappresenta un vero valore aggiunto perché l’intenzione principale dell’artista era quella di portare creatività in un luogo molto pittoresco, offrendo nel contempo anche quel pizzico di novità, vigore e vivacità. Da sempre l’arte suscita dibattito e divide l’opinione pubblica; del resto è una delle sue funzioni principali e più apprezzate e quindi è giusto e inevitabile che si abbiano pareri e opinioni differenti che spingono al confronto. Ma non c’è soltanto l’opera di Bernasconi di Brè; vi ricordate, ad esempio, della riproduzione del San Carlino ideata dall’architetto Mario Botta e adagiata, nel 1999, sul lago di Lugano, alla Rivetta Tell, per festeggiare i 400 anni dalla nascita di Francesco Borromini? Oppure ancora la contestata statua dedicata alla poetessa capriaschese Alfonsina Storni, eseguita dall’artista Eva Antonini, che con la sua scelta di proporre al pubblico un soggetto sofferente ha ricevuto critiche e opposizioni.  Insomma, l’arte pubblica, che è ciò che vedi nelle strade e negli spazi pubblici ed è generalmente di grandi e vistose dimensioni, non ci lascia indifferenti: possiede la sua propria vocazione poetica; ed il suo impatto, unito al valore simbolico e identitario e al significato delle opere esposte, ci stimolano alla riflessione. Ma allora  l’arte pubblica è soltanto una questione di gusti e di sensibilità individuali o c’è dell’altro? Nella trasmissione odierna ci soffermiamo sulla pittura murale e su molte opere d’arte (sculture, statue ed altre forme artistiche permanenti ed effimere) che vediamo nelle strade e negli spazi pubblici. Secondo voi l’arte pubblica deve essere completamente libera e priva di ogni vincolo oppure dovrebbe anche rispettare i gusti dei cittadini e le esigenze del contesto e del paesaggio in cui s’inserisce? A questa ed altre domande rispondono gli ospiti di Millevoci.

Sono ospiti:
Luigi Di Corato, direttore della Divisione Cultura della città di Lugano
Nicola Soldini, docente e ricercatore di Storia dell’architettura e dell’arte presso la Supsi e responsabile delle Maturità professionale “creazione e arte” presso il CSIA
Nicla Borioli Pozzorini, professoressa in comunicazione e linguaggi visivi e responsabile della formazione di base (Bachelor e Master) presso il Dipartimento ambiente e costruzione della SUPSI
Eva Antonini, artista e scultrice residente a Capriasca