Gli scontri dei sostenitori di Trump con la polizia (keystone)

Stati Uniti tra crisi delle istituzioni e paranoie complottiste

Con Nicola Colotti

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“Ad essere davvero importante non è la tenuta delle istituzioni politiche statunitensi di fronte all’attacco al Campidoglio del 6 gennaio, ma piuttosto come le stesse istituzioni reggeranno a questo stress test per la democrazia”. È questa la tesi di Arnaldo Testi professore Storia degli Stati Uniti all’Università di Pisa. Dopo le immagini dei facinorosi armati che assaltano le aule del Congresso di Washington con la polizia incapace di respingere l’aggressione, molti osservatori si sono chiesti dove sia finita la tradizione della “sacralità” delle istituzioni democratiche che percorre la storia della più vecchia e più grande democrazia moderna. Una storia che però è disseminata di attacchi violenti al cuore del potere fino alla guerra civile che nel XIX secolo spaccò il paese che tuttavia non si infranse. Se oggi torniamo a interrogarci su cosa accade in America è perché ciò a cui stiamo assistendo non ha precedenti, perché forse le linee di divisione sono più articolate che la semplice contrapposizione tra pro e contro Trump. Probabilmente c’è dell’altro che riguarda anche una sottocultura digitale e mediatica che ha attecchito non soltanto negli Stati Uniti, ma in tutte le democrazie occidentali sempre più condizionate dalla comunicazione attraverso internet.

Ospiti:
Matteo Muzio, giornalista freelance, esperto di Stati Uniti, scrive per Corriere della Sera e RollingStone
Arnaldo Testi, professore di Storia degli Stati Uniti d’America al Dipartimento di Storia moderna e contemporanea della Università di Pisa
Alessandro Longo, giornalista, direttore di Agendadigitale.eu
Enzo Verrengia, scrittore