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Un filo diretto tra scuola, allievi e famiglie (3./3)

Dibattito a cura di Isabella Visetti

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Nel caso dell’ex direttore di scuola media del Luganese, arrestato a inizio settembre con l’accusa di atti sessuali con fanciulli, è emerso che qualcosa non ha funzionato nel sistema di comunicazione: le segnalazioni su comportamenti non appropriati si sono infatti fermate a livello di direzione e non sono mai giunte al Dipartimento dell'educazione del canton Ticino (DECS) e non hanno trovato altri canali di comunicazione.

La giornalista Katiuscia Cidali, in un commento pubblicato lo scorso 4 ottobre su laRegione, racconta alcune situazioni di disagio, vissute in prima persona quando era una studentessa alle medie, evidenziando che anche in quell’occasione la comunicazione ha mostrato delle falle e si è inceppata prima di raggiungere i livelli più alti. Partendo da questa sua esperienza diretta, Katiuscia Cidali chiede una modalità più diretta per allievi e allieve per segnalare ciò che non appare adeguato e corretto, per esempio un numero telefonico dedicato.

Quali riflessioni ha innescato nel DECS ciò che è accaduto? Quali gli insegnamenti trarre da questa segnalazione mancata? Cosa occorre potenziare nell’ambito della prevenzione primaria e secondaria? È utile istituire nuovi canali o sistemi di segnalazione, per gestire meglio i processi comunicativi tra scuola, allievi e famiglie?

Ne discutono a Millevoci:
Katiuscia Cidal
i, giornalista del quotidiano laRegione
Tiziana Zaninelli, capa sezione dell’insegnamento medio del DECS
Pierfranco Longo, presidente della Conferenza cantonale dei genitori
Marco Mombelli, Capitano responsabile del Reparto giudiziario 2 della Polizia cantonale