SEIDISERA Magazine, Angelica Arbasini
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DADAUMPA

  • Ieri
  • 19 min
  • Angelica Arbasini
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Piero Mega propone un nuovo allestimento dal titolo DADAUMPA presso la galleria Art On Paper di Lugano, visitabile fino al 27 giugno. C’è un forte impegno di precisione nel modo in cui Mega realizza i propri oggetti, basandosi su calcoli e riflessioni sulla forma, sul colore e sulla percezione. La mostra esplora l’astrazione attraverso forme geometriche semplici, colori puri e una marcata ricerca materica.
Tra rigore progettuale e apertura all’imprevisto, le opere si affermano come oggetti pittorici autonomi, capaci di coniugare concretezza e mistero percettivo. Partiamo dal titolo DADAUMPA: ce lo spiega l’artista Piero Mega.

Al Canvetto Luganese della Fondazione Diamante è invece allestita la mostra QUANDO DELLE OPERE D’ARTE RIMANGONO SOLO LE FOTO… di Regula Tschumi. Si tratta di fotografie di feretri provenienti dal Ghana, che suscitano grande interesse nei musei e nelle gallerie occidentali per le loro peculiarità, lontane dall’idea tradizionale di morte e simbolo, al contrario, di vita e creatività artistica.
Dal 2004 la fotografa ed etnologa Regula Tschumi studia e documenta queste opere d’arte. Le sue immagini testimoniano il valore culturale attribuito ai riti funebri in Ghana e mettono in luce l’importanza sociale di questa forma artistica tanto colorata quanto effimera. Ci introduce alla mostra la fotografa stessa, Regula Tschumi.

Martedì 9 giugno alle 19.30, nella sala dell’auditorium di Casa Pellanda a Biasca, sarà presentato al pubblico il libro Disparizioni, in concomitanza con la mostra di Alberto Flammer attualmente in corso.
Il volume raccoglie racconti in cui le fotografie di Flammer dialogano con i testi di cinque scrittori ticinesi contemporanei. Con stili e approcci diversi, i racconti creano consonanze e contrappunti che fanno risuonare in modo nuovo l’opera di Flammer, dimostrando la grande attualità della sua ricerca.
Le fotografie di Flammer raccontavano il cambiamento epocale avvenuto in Ticino in quegli anni, quando l’affermarsi della moderna società dei consumi ha definitivamente divelto le profonde radici rurali che per secoli avevano definito l’identità ticinese. Con noi, Elio Schenini, Direttore delle attività culturali del Comune di Biasca.

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