Il numero 99 dei NY Yankees alla battuta
Il numero 99 dei NY Yankees alla battuta (rsi.ch)

Il fuoricampo dei record

La pallina dell'homerun numero 61 di Aaron Judge vale già milioni

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dal corrispondente negli USA Massimiliano Herber

"Arrivederci… Numero 61… ha inseguito la storia, e ora la sta facendo", le parole del telecronista nel commentare l’impresa di Aaron Judge non temono la retorica. Il battitore dei New York Yankees è diventato il giocatore nella storia dell’American League (una delle due della Major League) a battere più fuoricampo in una singola stagione. Dopo aver eguagliato una leggenda del baseball come Babe Ruth che nel 1927 aveva toccato quota 60, nella notte contro i Toronto Blue Jays Judge ha raggiunto i 61. Un record ancora in coabitazione con un’altra stella newyorkese, Roger Maris, che lo aveva stabilito del 1961. Sessantuno anni dopo, sessantuno homerun.

L’attesa per il record eguagliato è durata una settimana, un’attesa spasmodica soprattutto per i giornali di New York e la costa Est. Il baseball rimane il passatempo americano per antonomasia, il collante della società, mito sportivo divenuto il grande serbatoio della memoria del Paese. Alla traiettoria della pallina di cuoio con 108 cuciture sono appesi sogni e destini. Il sogno del 30enne esterno degli Yankees ora è quello di battere il 62o fuoricampo. Da venerdì la sua squadra torna a giocare nel Bronx, fino a domenica, e poi ci saranno i playoff.

L’eccezionale stagione del numero 99 degli Yankees e la caccia al record stanno avendo ripercussioni su scommesse e sul prezzo dei biglietti. Il costo per i posti collocati nei punti dello Yankee Stadium in cui è probabile che possa arrivare lo storico fuoricampo è salito da 72 a 197 dollari. Afferrare la palla colpita da Judge sarà come vincere al lotto. Una società di investimento ha già offerto un milione di dollari, ieri – prima che il record venisse eguagliato – il presidente di un’agenzia specializzata in figurine da collezione e altri memorabilia ha annunciato via twitter che lui per la palla numero 62 offrirà due milioni di dollari.

Più volte nella letteratura e nel cinema americani la parabola di un fuoricampo è metafora dell’esistenza. Tutti i grandi scrittori, da John Fante a Paul Auster, passando per John Updike, vi si sono confrontanti. Nel romanzo, "Underworld", Don Delillo racconta della palla che decise la finale delle World Series del 1951 tra New York Giants e Brooklyn Dodgers. La storia di quella pallina è la storia delle persone che nella vita se la passarono di mano. Ne "Il Migliore", Robert Redford la spedisce dritta dritta nei fari dello stadio mandando in frantumi le luci e spegnendo i bagliori di una vita di successi effimeri e fraudolenti. Chissà chi scriverà la storia del prossimo fuoricampo di Aaron Judge, di quella palla che s’impenna verso il cielo e come una colomba volerà lontano e farà, forse, ricco chi riuscirà ad artigliarla. Perché, nonostante il clamore mediatico e il business che gli gira attorno, nel baseball in America c’è sempre quest’aura di grandiosità e purezza; non è un caso che il campo da gioco abbia la forma di un diamante.

 
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