L'asconese classe 1927, protagonista per un cinquantennio
L'asconese classe 1927, protagonista per un cinquantennio (Ti-Press)

Le bocce iridate di Poletti e Bianchi

Grandi momenti di sport ticinese: 1985-2005-2015

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di Piergiorgio Giambonini

Quello delle bocce è lo sport ticinese per eccellenza: per tradizione e per risultati in egual misura. Roba nostra insomma, allargata, certo, all’intera Svizzera italiana. Già, perché ai vertici dell’infinita lista di campioni e campionesse di casa nostra iscritti nei vari albi d’oro, ci sono un ticinese e un mesolcinese addirittura campioni del mondo.

Il primo a riuscirci è Brenno Poletti, asconese della classe 1927, protagonista assoluto per mezzo secolo. La maglia iridata Poletti la conquista il 6 settembre 1985 al Palalido di Milano, dove compie il “miracolo” di battere in finale l’acclamatissimo padrone di casa Dante D’Alessandro. Sotto 13-14, con le ultime due bocce Brenno vince partita e titolo mondiale davanti a ottomila spettatori.

Passano vent’anni esatti, e il 24 settembre 2005 un altro “raffista” di casa nostra si laurea campione del mondo. A Detroit il mesolcinese Davide Bianchi batte pure lui un azzurro, Gianluca Fornicone, e – in una finale giocata al meglio delle tre sfide – lo fa anche lui in recupero: persa 15-14 la prima sfida, il 36enne di Mesocco si impone infatti 15-12 e 15-13 nelle due successive. Trascorre un altro decennio, e il 25 aprile 2015 Bianchi raddoppia, stavolta a Roma, dove in una finale “secca” rifila addirittura un 15-3 all’americano José Botto.

 
 
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