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L'ultima volta dei fratelli Schoch

Simon e Philipp dicono addio nello slalom parallelo

  • 21.02.2014, 16:51
  • 4 maggio, 12:49
Simon e Philipp Schoch con Patrizia Kummer a Casa Svizzera

Simon e Philipp Schoch con Patrizia Kummer a Casa Svizzera

  • Keystone
Di: RSI Sport 

di David Conti

È ancora vivo il ricordo della doppietta elvetica nel gigante parallelo di snowboard. Oro di Patrizia Kummer e argento di Nevin Galmarini. Una giornata memorabile, nello stesso tempo però difficile da ripetere anche nello slalom, prova che al suo debutto ai Giochi di fatto sancirà la fine di due carriere di tutto rispetto. Quelle dei fratelli Simon e Philipp Schoch, che con i loro successi hanno fatto da apripista alla nuova generazione.

Dopo l’oro nella prima prova, Patrizia Kummer vorrà centrare il bis. La vallesana nella corrente stagione ha vinto due volte in questa disciplina, in entrambe le occasioni a Bad Gastein, in Austria. Vice-campionessa a Stoneham, nel 2013, Kummer nel gigante ha mostrato una costanza di rendimento invidiabile. E se l'appetito vien mangiando, chissà che non porti a casa una seconda medaglia. Se non d'oro, quantomeno d’argento o di bronzo.

Più difficile sarà per Nevin Galmarini, vera sorpresa mercoledì. Il grigionese non ha nulla da perdere e ha dimostrato che impegno e dedizione possono sopperire a qualche pecca tecnica. Soprattutto a un'Olimpiade. E allora perché non crederci di nuovo? Galmarini in stagione tuttavia non ha fatto meglio di un sesto posto, sempre in Austria, sempre a Bad Gastein. Il gigante ha dimostrato però che nulla è impossibile.

Nemmeno per i fratelli Schoch. Nel 2002 a Salt Lake City Philipp si mise al collo la medaglia d’oro. Quattro anni più tardi, a Torino, il bis, davanti a Simon. Nel 2010 a Vancouver, Simon era infortunato e Philipp, quasi quasi gli mancasse il fratello, non brilla. Gli Schoch hanno conosciuto tutto: gloria e oscurità di uno sport poco attrattivo per sponsor e giornalisti. Una disciplina che torna alla ribalta ogni quattro anni, un settore alpino in cui il materiale (tavola e attacchi) è diverso da quello “normale”. Difficile vivere di rendita. Anagrafe alla mano – 34 e 35 anni -, ecco spiegato il motivo del loro addio. La loro carriera andrà avanti a braccetto anche fuori dalle piste. Lavoreranno nell’impresa di costruzione del padre. Phillipp in cantiere, Simon dietro la scrivania.

Prima però ci sono due medaglie da conquistare.

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