Nel 2002 conquistò ben cinque medaglie agli Europei di Patrasso. Poi il baratro (Reuters)

Verona van de Leur, ginnasta a luci rosse

L'incredibile parabola dell'atleta olandese dai trionfi internazionali al porno

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di Marcello Ierace

Verona van de Leur è una delle più grandi ginnaste che l'Olanda abbia mai avuto. Nel 2002 arriva a conquistare ben cinque medaglie agli Europei di Patrasso e, non ancora 19enne, viene nominata miglior sportiva olandese dell'anno. Ma vive anche una vita familiare fatta di tante regole e pochi sentimenti. "Se non arrivavo tra le prime tre mi costringevano a tornare a casa coi mezzi pubblici", racconterà nel suo libro autobiografico "Simply Verona". E all'apice della carriera inizia anche a pensare al suicidio. "Mi sentivo in un buco nero. Volevo smettere, era la cosa migliore da fare. Ci ho provato diverse volte ma nessuno me l'ha permesso". Nel 2008 annuncia il ritiro. Una decisione che i genitori non condividono e mettono letteralmente alla porta la figlia. Il suo conto in banca viene svuotato dal padre. Per anni è costretta a dormire in un'auto col fidanzato Robbie, e a rubare. Nel 2010 finisce anche in galera per 72 giorni per aver ricattato una coppia adultera.

Uscita di galera si trova in un vicolo cieco e decide di darsi al porno su internet. I video, anche per il fatto che lei rimane un volto piuttosto noto, iniziano ad avere un discreto successo, tanto che un'azienda specializzata le fa una proposta. "Era un'offerta impossibile da rifiutare. Era una tale quantità di denaro che mi avrebbe permesso di avere tutto ciò che avevo sempre desiderato nella vita". Dopo 8 anni, Verona van de Leur ha abbandonato il mondo del porno e lavora per la Federazione di ginnastica olandese, occupandosi di sensibilizzare le giovani atlete rispetto alle problematiche della violenza e degli abusi. È anche molto attiva sui social media con dei profili di discreto successo ma, diciamo così… non particolarmente innocenti.

 
 
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