dall'inviato a Pechino Federico Fiorito
Game winner: La Finlandia domina ma si scontra contro la difesa delle rossocrociate che disputano una partita di grande sofferenza, tentando di sfruttare delle situazioni di gioco favorevoli. E la situazione si crea al 42’52”, quando la panchina delle nordiche riceve una penalità per un cambio scorretto. Il powerplay si installa ma un disco perso sulla blu fa involare Susanna Tapani che segna il 2-0. Una mazzata da cui non ci si riprende più.
Top player: Andrea Brändli fa quel che può. Si sapeva che sarebbe stata una partita difficile e infatti lei è costretta agli straordinari per tenere la gabbia inviolata. E ci riesce. Tiene in partita la squadra quasi fino all’ultimo, ma davanti Müller e Stalder sono neutralizzate dal sistema difensivo finlandese. Senza la verve offensiva delle nostre due migliori giocatrici, capaci di mettere la firma su 9 delle 13 reti segnate nel torneo olimpico, le speranze si affievoliscono nonostante il nostro baluardo difensivo ce la metta davvero tutta.
Timeout: Suona la terza sirena. Da una parte le ragazze vestite di blu alzano le braccia al cielo e si dirigono verso la loro porta per festeggiare, oltre allo shutout, anche il bronzo conquistato. Dall’altra le rossocrociate sono schierate, impietrite, per il saluto finale. Dal silenzio delle tribune semideserte percepisci le emozioni, senti la gioia delle avversarie, vedi Alina Müller esplodere in un pianto inconsolabile. Anche Evelina Raselli, che con i suoi quasi trent’anni non ha la certezza di poter ripresentarsi ai Giochi fra quattro anni, cede alle lacrime. E così Nicole Bullo, in modo meno appariscente, al termine della sua quinta Olimpiade che l'ha inserita tra le leggende dell'hockey al femminile.


