La tanto auspicata reazione è arrivata, proprio sul finire della fase a gironi. Dopo i tre passi falsi contro Canada, Russia e Stati Uniti, la Svizzera (comunque già certa della partecipazione ai quarti di finale, ma non della futura avversaria) è riuscita ad affrontare la Finlandia con quella determinazione e quella rabbia agonistica che erano mancate nei precedenti impegni. Risultato? Un 3-2 meritato, costruito sulla (ritrovata) buona attitudine difensiva e un attacco finalmente pungente.
Nell'economia di un confronto sempre serrato, particolare è stato il peso assunto dalle situazioni speciali. Non a caso, le prime tre reti sono tutte giunte in superiorità numerica: doppia nel caso di Lara Christen, semplice per il provvisorio pareggio di Nelli Laitinen e il successivo 2-1 firmato Dominique Rüegg. La solita Lara Stalder, a inizio frazione conclusiva, ha poi posto il punto esclamativo su una prestazione di squadra macchiata solo in parte dal definitivo punto rivale.
Mascherine protagoniste in Russia-Canada
Ha a dir poco del singolare, perfino in tempi di coronavirus, quanto accaduto in Russia - Canada, l'altro incontro di giornata nel Gruppo A. Iniziata un'ora dopo a causa dei legittimi timori delle ragazze della foglia d'acero (le quali non volevano scendere sul ghiaccio prima di conoscere gli esiti dei tamponi avversari), la sfida ha poi visto affrontarsi due Nazionali con mascherine FFP2 a coprire naso e bocca, come convenuto in forma di tutela. Nel terzo tempo, a negatività confermate, Shibanova e compagne si sono poi liberate dell'insolito strumento, mentre le vicecampionesse in carica - infine vittoriose per 6-1 - hanno preferito continuare ad indossarlo fino al 60'.



