dall'inviato a Pechino Federico Fiorito
Dal curling ci si aspettava molto qui a Pechino. Uno a uno i team rossocrociati hanno disatteso le aspettative a partire dalla coppia Perret/Rios, fino alla prematura uscita di scena dei ginevrini di De Cruz. Tirinzoni avrebbe avuto la possibilità di garantirsi una medaglia stasera e invece ora si ritrova con le spalle al muro. Domani alle 20h10 (13h10 in Svizzera) cercherà di salvare le Olimpiadi per togliere il segno zero alla voce podi conquistati nella disciplina.
L’emozione: Dopo un round robin di altissimo livello, superato con otto vittorie su nove partite, le emozioni hanno giocato un brutto scherzo. E sì che il team di Silvana Tirinzoni, duplice campione del mondo in carica, dovrebbe essere abituato a partite di questo tipo. E invece i troppi errori in avvio di match, culminati con il 4-0 parziale del quinto end, hanno evidenziato una certa difficoltà a reggere la pressione. La reazione c’è stata, ma è stata tardiva e, soprattutto, dall’altra parte le giapponesi non hanno mollato un millimetro, raggiungendo con merito l’atto conclusivo.
Il protagonista: La skip Satsuki Fujisawa non ha sbagliato un colpo, o quasi. A suon di doppi take-out ha ottenuto i 4 punti nel già citato quinto end ed ha tarpato le ali alla rimonta rossocrociata nel nono. Bastava un piccolo errore – che tra l’altro secondo la cavalleria del curling non si augura mai all’avversario – che non c’è stato e così dopo il bronzo del 2018 lo stesso quartetto nipponico lotterà con merito per la medaglia d’oro.
La curiosità: Bastava una vittoria per raggiungere già stasera l’obiettivo delle 15 medaglie, posto dall’ex curlista Ralph Stöckli come missione di Swiss Olympics a Beijing 2022. E si può ancora fare. Ma improvvisamente l’impresa si fa dura perché per mettersi al collo il bronzo bisognerà battere le campionesse in carica della Svezia che, contro la Gran Bretagna, hanno dato vita a un match spettacolare tutto all’attacco. Tra l’altro, ironia della sorte, sono l’unica altra squadra che è stata capace di infliggere un ko a Tirinzoni e compagne qui a Pechino. E si portano appresso anche un tifo piuttosto rumoroso. Lo abbiamo sentito stasera, nonostante a pochi metri dall’Aquatics Centre i ragazzi dell’hockey si stessero giocando simultaneamente l’accesso alla finalissima contro la Russia.

