Beijing 2022

I Giochi Olimpici, emozione allo stato puro

Marco Tadè ha buttato fuori tutto quanto aveva dentro nell'intervista post gara

  • 05.02.2022, 15:07
  • 5 maggio, 16:30
Occhi lucidi

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Di: RSI Sport 

dall'inviato a Zhangjiakou Luca Steens

Per i non specialisti non è facile fare l'occhio alle prove degli atleti e capire precisamente se sono andati bene o se sono stati solo discreti. Ma dal vivo si può apprezzare alla grande le capacità di questi funamboli, che scendono a velocità smodata tra le gobbe create su una pendenza notevole (28°), proponendo pure due salti per chiudere i 250m in un tempo attorno ai 25".

L'emozione: non sarà stato soddisfatto della sua seconda run di qualificazione (e nemmeno della finale), ma dover palpitare fino alla fine per l'entrata all'ultimo atto e affrontare tutto quanto comportano i Giochi ha regalato tante emozioni a Marco Tadè, quelle che solo le Olimpiadi possono regalarti e che sono uscite tutte nelle dichiarazioni del post gara. Per il momento a farla da padrone sono le sensazioni negative, ma speriamo che con il tempo, e la voglia di proseguire la carriera, Marco riesca ad apprezzare quanto fatto. Perché sono pur sempre i GO.

Il personaggio: Walter Wallberg. Il giovane svedese, che finora non aveva mai vinto una gara tra gli élite, si è permesso il lusso di mettersi alle spalle il canadese Mikael Kingsbury, lo specialista delle gobbe più vincente di sempre. Nella sua bacheca il 29enne nordamericano fa entrare un altro argento come nel 2014 dopo l'oro del 2018. Ad affiancare 11 medaglie iridate (6 del metallo più prezioso), 9 generali di CdM, dove ha vinto 71 gare.

La curiosità: grande coraggio ha dimostrato il piccolo gruppetto di spettatori arrivati ad assistere allo spettacolo del moguls. E nel parterre si sono viste pure diversi giacconi di Swiss-Ski. Il freddo pungente (attorno ai -17°C) scoraggiava chiunque a recarsi al Genting Snow Park, ma il centinaio di presenti ha potuto ammirare delle evoluzioni mozzafiato, andate in crescendo col passare dei turni. Senza respiro per 58 volte sono rimasti pure i cameramen e i fotografi posizionati appena dietro l'area di arrivo, imbiancati dalle frenate degli atleti...

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