dall'inviato a Zhangjiakou Luca Steens
La felicità per il terzo posto, la sorpresa per la gara non convalidata immediatamente, lo stupore nel vedere che era la sua azione prima del salto finale sotto indagine, l'incredulità nel vedersi esporre il cartellino giallo e venire di conseguenza retrocessa di una posizione per avere ostacolato la tedesca Daniela Maier. In pochi minuti Fanny Smith è passata dalla gioia alla frustrazione nella zona del traguardo dello skicross.
L'emozione: vorremmo parlare delle diverse batterie combattute dalle quali è uscita vincente la vodese, e invece ci ritroviamo qui a cercare di capire come i giudici abbiano potuto trovare gli estremi per punirla con la retrocessione di un posto. Naturalmente anche Fanny Smith non ha preso bene questa decisione, crollando dopo l'ufficialità del risultato, con tanta rabbia dentro. Non si è nemmeno presentata alle interviste, ormai incapace di essere lucida davanti a questa situazione che rimarrà scolpita come il giallo di questa edizione dei Giochi.
Il personaggio: non le atlete, ma il giudice della FIS Klaus Waldner che si è presentato davanti alle telecamere per spiegare la decisione apparsa incomprensibile non solo ai profani di questo sport ma anche agli allenatori dell'elvetica, privata di una medaglia olimpica che sarebbe stata una ricompensa anche per il recupero fatto nelle ultime settimane dopo l'infortunio.
La curiosità: qualcosa di positivo lo dobbiamo pure trovare in questa giornata. E allora un applauso al cameraman della produzione che si occupa della giraffa nella zona di arrivo, che ha animato l'attesa della gara ballando scatenato su tutti i brani proposti dal dj per scaldare il pubblico. Più scatenato degli animatori ingaggiati apposta per questo...


