dall'inviato a Zhangjiakou Luca Steens
Qualcuno mi ha detto qualche tempo fa che lo sci di fondo è uno sport per persone in là con gli anni. Ovviamente per me che lo pratico sin da piccolo un'affermazione che suona bizzarra, ancor più dopo aver assistito alle gare di sprint di queste Olimpiadi. Velocità, tattica, pathos, lotta spalla contro spalla, tempi brevi di gara, la possibilità di vedere praticamente sempre gli atleti senza doversi affidare ai maxischermi e a completare il tutto musica tambureggiante come il ritmo degli atleti. Non proprio noioso...
L'emozione: al di là del vibrare con i portacolori della propria nazione, oggi mi ha particolarmente colpito il tentativo di Minwoo Kim nel primo giro della prima semifinale maschile. Il coreano vedendo gli altri tatticheggiare sulla salita è partito per tentare di guadagnare un po' di terreno. Però nella salitella che riporta nella zona di partenza e arrivo era già stato ripreso e lasciato indietro da tutto il resto del gruppo. Ma almeno ci ha provato senza aspettare di essere eliminato senza gloria.
Il personaggio: su tutti ha impressionato ancora una volta Johannes Klaebo, che ha portato al trionfo la sua Norvegia facendo il vuoto dietro di sé ben prima del rettilineo finale. Ma i personaggi del giorno sono state le meno attese Katharina Hennig (4 podi in CdM) e Victoria Carl (uno solo). Già argento nella 4x5km di quattro giorni fa, le due tedesche erano tra le candidate alle medaglie nel team sprint, ma hanno sovvertito i pronostici per andare a cogliere addirittura l'oro battendo le favoritissime svedesi. Per loro un sogno diventato realtà.
La curiosità: nelle due semifinali femminili quattro squadre sono state doppiate e quindi tolte dal percorso. Nella prima è capitato alla Turchia, che dopo tre giri e mezzo ha dovuto salutare. Ozlem Ceren Dursun, fermata prima della discesa, è poi stata invitata a rientrare verso lo stadio per una via alternativa. La 18enne ha preso una pista che l'ha portata prima verso lo stadio, ma che poi l'ha fatta risalire verso altri percorsi guardandosi attorno un po' persa. Poi l'abbiamo persa di vista, ma speriamo che qualcuno l'abbia poi indirizzata verso casa...

