L'obiettivo olimpico di Mida Jaiman, alla vigilia, era chiarissimo. "Sarò appagata se riuscirò a portare a termine tutte le manche, sia in slalom sia in gigante", aveva spiegato la ticinese, invitata a Pechino dalla Thailandia per cimentarsi nelle gare più tecniche. Quella tra le porte larghe è purtroppo durata lo spazio di pochi metri, ma per la 19enne non tutto è da buttare, anzi: "Paradossalmente sono abbastanza soddisfatta, da un certo lato. Sono partita con i giusti presupposti, in modo positivo, anche se poi l'errore ha rovinato la prova".
Mauro Pini ha affermato che occorrono almeno due o tre Olimpiadi prima di essere sereni. Presumo che abbia ragione
Mida Jaiman
Uscita di scena su un muro che ha fatto pure vittime illustri, quali Mikaela Shiffrin o Marta Bassino, la sciatrice del team TiSki ripercorre così il suo esordio nel fastoso mondo a cinque cerchi: "È stata una giornata piena di alti e bassi, nel senso che ho avuto momenti pieni di emozioni, come in ricognizione. Lì ho trovato una neve più ghiacciata, più dura e mi sono dunque un attimo agitata. In avvicinamento alla gara, invece, è andata molto meglio, perché sono riuscita a rilassarmi". Rotti gli indugi, il focus va ora subito posto sullo slalom di mercoledì: "Partirò cercando di ripensare esattamente a come sono uscita dal cancelletto del gigante", ha concluso una Jaiman cui la voglia di stupire, ne siamo certi, non mancherà.

