Von Ballmoos 4,5: nel primo tempo si aggiunge alla categoria degli spettatori, nel suo caso non pagante, toccando il primo pallone dopo quasi 10’. C’è nell’unico tiro in porta del Dukagjini nel finale, con un riflesso che blinda la vittoria.
Zanotti 3: rischia di perdersi l’avversario in marcatura sul finire del primo tempo, la preparazione non è servita finora a migliorare la qualità dei cross. Si porta anche dietro un cartellino giallo precoce che lo limita nell’aggressività.
Mai 4: ordinaria amministrazione in una difesa a tre nella quale conferma di trovarsi a suo agio, ma Jeudi non è l’antagonista più talentuoso che si è trovato davanti in carriera.
Papadopoulos 4: controlla l’istinto e si inserisce con meno frequenza rispetto al solito, preferendo tenere la posizione. Nel secondo tempo più propositivo anche nella metà campo avversaria.
Cimignani 4: garantisce spunti offensivi e rientri tempestivi nella sua interpretazione del ruolo a tutta fascia. Cala nel secondo tempo insieme alla squadra.
Grgic 4,5: ha il destro caldo, e sfrutta i lanci e i cambi gioco dietro la difesa avversaria mettendone a nudo le inadeguatezze. I compagni ne approfittano poco, a immagine di Steffen nei minuti finali.
Bislimi 3,5: comincia bene creando l’effetto sorpresa con i suoi inserimenti, ma poi è tra i primi a essere coinvolti nell’involuzione collettiva. Nel secondo tempo trova anche il gol con un bel destro al volo, ma il gioco era già fermo.
Aljoski 3,5: in crescita rispetto alla scorsa stagione, finché la condizione glielo permette spinge a tutta fascia alternando cross riusciti ad altri non all’altezza del suo piede educato.
Steffen 4,5: il primo gol nel nuovo stadio è suo. Sempre vivace, nel secondo tempo più largo a destra, è quello che il gol lo cerca con più insistenza, a volte però anche con troppa precipitazione.
Dos Santos 3,5: trequartista che per indole va a cercare spesso la parte sinistra per creare superiorità coi suoi dribbling. Vivace ma poco incisivo in proporzione al suo talento.
Behrens 3: un po’ zavorrato, di sicuro non ancora in condizione, quasi mai pericoloso e in sostanza anche poco utile per il lavoro sporco a beneficio dei compagni.
Moncada 5: una ventina di minuti per illuminare l’AIL Arena, con corsa, recuperi, una traversa e anche il fallo subito che costa il rosso a Rexhaj. Vibrazioni notevolissime, godiamocelo perché sappiamo già che Lugano è solo una tappa intermedia.
Kendouci, Bichsel, Philström SV.
Croci-Torti 4: parte con le certezze che la rosa gli offre e si affida ai valori sicuri del recente passato. La squadra però non sa chiuderla, e tolto Moncada al momento la panchina gli offre poco per cambiare in corsa in maniera incisiva.

UECL, il servizio su Lugano-Dukagjini (TG Notte Sport 23.07.2026)
RSI Sport 23.07.2026, 22:34





