I Mondiali si avvicinano a grandi passi e LARMANDILLO torna (sul Play RSI trovate tutte le precedenti puntate) per ripercorrere la storia del più grande appuntamento del calcio. Un viaggio che parte da Dino Zoff, simbolo di un calcio fatto di valori sportivi, e da Mexico 70. Fu l’edizione della leggendaria semifinale tra Italia e Germania, la celebre “partita del secolo”, ricordata da Zoff come “drammatica, favolosa, triste. Poi l’esplosione di felicità”.
Ma è parlando del calcio di oggi che Zoff si accende. Il bersaglio sono le simulazioni e l’idea di “furbizia” sempre più tollerata nel gioco. “Il VAR è una cosa buona. Portato all’eccesso diventa cattivo. Basta che uno si butti per terra e faccia credere di essere morto”, osserva, rimpiangendo un calcio in cui, come ricorda Ceroni, giocatori come Maradona o Zico prendevano colpi durissimi ma si rialzavano subito.
Per Zoff la questione è culturale. “La parola che odio è furbo. Cosa significa? È stato furbo a farsi dare rigore… è stato furbo… ha rubato. Perché dobbiamo trasformare le parole per giustificarlo?” Un principio che dovrebbe restare alla base dello sport: “Io devo sapere che tu sei più forte di me, non che sei più furbo perché mi rubi”.
Essere furbo equivale a rubare – Dino Zoff
RSI LARMANDILLO 16.03.2026, 16:55








