Dopo il secondo infortunio patito a Berna, Alexander Gerndt ha fatto fatica a ritrovare un posto importante nello Young Boys, e quando è arrivata la chiamata del Lugano, non ci ha pensato due volte, sicuro delle sue capacità e di essersi lasciato alle spalle il brutto momento: "Oramai non ci penso più. L'infortunio è la cosa più grave che ti possa capitare quando giochi a calcio, allora quando ritorni in campo non puoi pensarci più, se vuoi andare avanti nella tua carriera. Dei quattro anni nella capitale prevalgono i pensieri belli, di una nuova esperianza di vita. Ci sentivamo un po' a casa, come già ci sta succedendo anche qui a Lugano".
"Amo essere papà, la famiglia è la cosa migliore che tu possa avere"
Alexander Gerndt
Uno scandinavo molto concentrato sul calcio attuale e che non si interessa troppo di hockey: "Non ho ancora visto una partita alla Resega, ma mi hanno detto che ci gioca uno svedese. Penso si chiami Linus Klasen, l'ho già sentito nominare, ma non lo conosco di persona".
"La meteo ha facilitato l'ambientamento. Mia figlia parla già un pochino di italiano, io ci sto lavorando"
Alexander Gerndt
Per quanto concerne la cucina ticinese, il grotto non è ancora entrato nel cuore dell'attaccante bianconero: "Mi piace la pasta, ma non sono un fan della polenta. Anche il pollo lo fanno bene qui. Devo dire che in generale tutto ci piace. Le nostre aspettative erano grandi arrivando qui, e tutto si sta rilevando all'altezza".









