Una testata alla retrocessione
Una testata alla retrocessione (Keystone)

Cancelliamo il tabù Spagna con la matita Roja

La disciplina della Svizzera batte la classe iberica, ora la salvezza è a portata di mano

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dall'inviato a Saragozza Nicola Rezzonico

Ci eravamo andati vicini a più riprese, negli scorsi anni. Ed anche quando avevamo perso, l'avevamo fatto con il minimo degli scarti: 1-1 nel 2018, 1-0 ed 1-1 nel 2020, 1-1 (prima dei rigori che ci avevano amaramente estromesso dagli Europei) nel 2021, 1-0 tre mesi e mezzo fa. Vi sono dunque voluti sei tentativi, ma, ad oltre un decennio dal celeberrimo successo targato Gelson Fernandes, la Svizzera è finalmente riuscita a dettar legge sulla Spagna una seconda volta. E, contemporaneamente, ad allontanare (almeno per il momento) lo spettro della retrocessione dall'élite della Nations League. Per completare un progetto di rimonta che - considerando com'era nata la campagna - pareva infattibile, servirà ancora un ultimo sforzo, martedì. Quando ci presenteremo al cospetto della Cechia con due punti di margine dalla nostra.

A due mesi esatti dall'esordio in Qatar, la Nazionale ha insomma fornito risposte incoraggianti. Certamente più confortanti rispetto al precedente di giugno: lì - malgrado un secondo tempo sì in ripresa - avevamo a lungo pascolato nella più totale agonia. Impossibile colmare il gap tecnico con i maestri iberici, spesso in controllo del gioco (secondo uno scontato copione), e allora giusto buttarla sull'agonismo, proprio com'era stato il caso nella trionfale uscita ginevrina contro il Portogallo. Rigorosi, anzi quasi impeccabili sul piano tattico, i nostri hanno perfettamente disinnescato il trio Pedri-Busquets-Gavi, vero punto di forza di una selezione, la Roja, che là davanti continua a rimpiangere i vari Fernando Torres e David Villa.

Ed ora? Ora tutti a San Gallo, per mettere nel sangue un'ulteriore, generosa dose di fiducia. Perché il gruppo, stasera, ne ha già dimostrata tanta. Normale, si potrebbe dire, quando a reggere la baracca c'è un Akanji di questo formato. Migliore in campo unitamente a Sommer, e non solo grazie al gol e mezzo, il centrale del City verrà ben ricordato dal pubblico di casa, uscito a testa bassa da un impianto non esattamente impeccabile in termini di comfort. Proprio come 19 anni fa, con la Grecia. Alla Romareda, la pressoché quarantennale attesa di uno squillo iberico è pertanto destinata a prolungarsi, in una sorta di maledetto tabù. Mentre il nostro - relativo alle zero vittorie su suolo spagnolo - è stato brillantemente sfatato.

Legato a Rete Uno Sport 24.09.2022, 24h00

 
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