di Davide Paggi
"Ricordo che ci sembrava un marziano. Faceva delle giocate geniali che noi non capivamo", così Germano De Gani, 53 anni, ex giocatore del FC Coira, ricorda al Telegiornale Vladimir Petkovic al suo arrivo in Svizzera, nel 1987. Petkovic, o "Dado" come lo chiama colui che ancora oggi gli è molto amico, aveva lasciato Sarajevo a 24 anni per cercare un contratto in Svizzera. Dopo un provino a vuoto nel San Gallo, strappò un accordo col Coira (vi restò 4 stagioni, in due periodi diversi).
"Era molto professionale, molto attento. Studiava le partite, si interessava di allenamenti e curava il suo materiale. Ed è sempre stato molto leale e corretto con tutti: mai una parola di troppo, mai una di meno", spiega De Gani sul terreno da gioco della Ringstrasse di Coira dove "Vlado" inaugurò la sua carriera di calciatore in Svizzera, prima di passare al Sion e al Bellinzona e iniziare, anni dopo, la sua carriera da allenatore.
Col Coira, che cercava un centravanti e si ritrovò un centrocampista, giocò in B. "Ha buoni ricordi di quel periodo, è stato il suo primo tempo in Svizzera e qui ha imparato il tedesco. Poi naturalmente l’italiano in Ticino", ricorda De Gani, un tempo stopper del Coira e vicino di casa di Petkovic. Sull'esito dell'incontro di oggi: "L'ho sentito bene. La squadra esprime un buon calcio e sono fiducioso".
Euro 2016, il servizio sui primi anni in Svizzera di Vladimir Petkovic (Telegiornale 25.06.2016, 12h30)
RSI Sport 25.06.2016, 13:04







