Due mesi dopo, il Mondiale è ormai un capitolo definitivamente chiuso. O forse non del tutto, per Murat Yakin. In una lunga intervista rilasciata al Blick, il mister della Nazionale è infatti tornato sul brusco epilogo dell'avventura qatariota, senza risparmiarsi un po' di sana autocritica: "Quel giorno, contro quel Portogallo, non avremmo comunque potuto vincere, indipendentemente dal sistema. Tuttavia, se potessi tornare indietro, rinuncerei a Sommer e Schär. Uno era stato malato per quattro giorni, l'altro era esausto dopo 20'. La colpa è mia".
Le critiche fanno parte di questo lavoro, non posso cambiarlo
Murat Yakin
Rispedite al mittente, invece, le accuse relative alla mancata convocazione di un secondo terzino destro: "Innanzitutto, ritengo che Mbabu e Lotomba non abbiano giocato abbastanza bene prima del torneo. E, secondariamente, di alternative ce n'erano. Non solo Edimilson, capace di interpretare quel ruolo in maniera convincente, ma anche Cömert". Quando all'orizzonte iniziano a profilarsi le qualificazioni a Euro 2024, il tecnico ha infine ribadito la piena fiducia nei confronti di Xhaka: "È l'uomo giusto, i compagni si fidano di lui. Non c'è discussione, Granit è e resterà il nostro capitano".

Mondiali 2022, highlights di Portogallo-Svizzera (06.12.2022)
RSI Sport 06.12.2022, 22:26


