dall'inviato a Weggis Omar Gargantini
Qualche timido applauso dopo l’insistita richiesta dello speaker, poi qualche ooooh ai primi gol nella (lunga) partitella che ha chiuso la seduta. Ma nel complesso poco entusiasmo e soprattutto poco pubblico. O in ogni caso molto meno di quanto previsto: 1600 posti disponibili, stando ai responsabili stampa dell’ASF esauriti in un battibaleno sull’arco di tutto il periodo del ritiro, non più di 600 presenti. Ergo: la nazionale-mania non è ancora scoppiata.
Con Barnetta costretto dai retaggi dell’infortunio alla coscia rimediato a fine aprile a lavorare ancora a parte, Memhedi ha messo il primo pallone in fondo al sacco, sfruttando un bel numero di Gavranovic che quella giocata l’ha peraltro di sicuro maledetta, perché scivolando ha “girato” una caviglia in modo innaturale. Risultato: vistosa borsa del ghiaccio per contenere i danni, che in apparenza – comunque e per fortuna – non dovrebbero essere granché. Tutto ok invece per Behrami, chiamato a “testare” l’alluce del piede destro dopo tanta fisio: uno scontro feroce con Inler (i due evidentemente si sopportano ma nulla più…) ha ribadito che il piede è pronto o quasi.
Messa sottosopra 8 anni fa dal ritiro del Brasile, Weggis per ora vive dunque con un certo distacco il lavoro della propria Nazionale. Regione davvero incantevole quella affacciata sul lago dei Quattro Cantoni, col rumore dell’acqua ed i grilli e fare compagnia ed un panorama intrigante a rasserenare lo spirito. Peccato che la meteo non sia granché, ma non si può proprio avere tutto. Di sicuro, mancherà la possibilità di adattarsi o verificare i possibili contraccolpi degli sbalzi climatici con cui invece si dovrà convivere in Brasile. Gli altri si sono attrezzati, in casa-Svizzera si dice laconicamente “vedremo sul posto”. Mah…
Il servizio con Peter Kämpfer (Rete Uno Sport 26.05.2014, 17h30)
RSI Sport 26.05.2014, 19:44
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