Dall'inviato a Fortaleta Aramis Dozio
Un mostro sulle spalle dei giocatori della Seleçao...una pressione da 200 milioni di abitanti. Un dato sufficiente per spiegare l'ansia da prestazione che ha ingolfato le gambe e la mente dei giocatori di Felipao nella seconda partita? Probabilmente no, ma di sicuro conta.
La squadra non è di quelle che incantano al primo sguardo. Infatti non c'è stato il classico colpo di fulmine fra la torcida brasileira e il gruppo guidato da capitan Scolari. Ma dopo la Confederations Cup, vinta in finale contro una Spagna zoppicante e affaticata, molti avevano cambiato idea, non tutti però. E proprio i più scettici in questi giorni si sono scatenati con frasi di questo genere: "squadra senza idee e senza gioco. Felipao fa il papà di famiglia invece di fare l'allenatore. Paulinho e Fred non sono degni di questa nazionale. L'ultima vera squadra l'abbiamo avuta nel 94, umile e concreta". E via dicendo. Compreso un violento attacco, a mio avviso eccessivo, a Neymar, considerato troppo egoista nel suo gioco e non ancora abbastanza uomo, con riferimento alle lacrime versate dalla stella del Barcellona alla fine dell inno brasiliano.
Tutte queste considerazioni e molte di più, le abbiamo lette sui giornali del paese, surfando sui social network, guardando le trasmissioni televisive e parlando con la gente nelle strade. C'è molta frustrazione qui per non aver presentato un gioco come l'Olanda oppure la Germania, ma il Brasile non assomiglia a queste due squadre, per stile e caratteristiche dei giocatori scelti dal tecnico che ha vinto l'ultimo mondiale per il Brasile(2002).
Il gruppo, malgrado le pesanti critiche di questi giorni, ha una buona identità. Non sarà spettacolare e divertente come la gente vorrebbe, ma è una Seleçao che concede poco agli avversari. Importante ad esempio la crescita in fase di copertura e in difesa tra il confronto con la Croazia e quello con il Messico, anche se ha fatto peggio in fase offensiva. Scolari pensa primo a non prenderle, e non è una novità, è la sua filosofia, ma questa squadra, come dice Pelè, può solo migliorare...e se lo augurano un po' tutti.







