22 giugno 1986, quarti di finale dei Mondiali di calcio. Allo stadio Azteca di Città del Messico, in una sola partita, Diego Armando Maradona firma, nel giro di una manciata di minuti, due momenti che resteranno per sempre nella storia del pallone. Tutti, o quasi, hanno sentito parlare, o hanno visto le immagini, delle due reti con cui l'Argentina ha eliminato l'Inghilterra, qualificandosi per le semifinali per poi andare a vincere la sua seconda Coppa del Mondo.
Magari queste due reti non vengono associate a quella partita o a quella manifestazione, tanto sono diventate delle icone a sé stanti del calcio che fu, sta di fatto che anche chi non era ancora nato, o era troppo piccolo per ricordarsene, in un modo o nell'altro conosce la Mano de Dios e la serpentina palla al piede partendo da metà campo.
In palio in quella partita non c'era solo il Mondiale, ma una grande rivalità sportiva tra le due Nazionali, acuita dalle vicende politiche-militari della guerra delle Falkland di quattro anni prima. Soprattutto per i sudamericani, che la guerra la persero, era una grande occasione di riscatto sui britannici anche per rifarsi della sconfitta patita nel 1966 allo stesso stadio della competizione.
Il Pibe de Oro al 51' portò in vantaggio l'Argentina con la famosissima deviazione di mano che ingannò l'arbitro tunisino Ali Bin Nasser e che, dallo stesso Maradona, venne ribattezzata la Mano de Dios. Quattro minuti più tardi Héctor Enrique gli passò la palla poco dentro la loro metà campo e il numero 10 percorse 60 metri, scartando tutte le maglie bianche che gli si palesarono davanti, bevendosi il portiere e siglando quello che nel 2002 venne scelto come il più grande gol nella storia della Coppa del Mondo FIFA o, più comunemente, il Gol del secolo.
Mondiali 1986, le due reti di Maradona in Argentina - Inghilterra (Archivio RSI)
RSI Sport 14.04.2016, 16:01









