Ci si aspettavano i primi fulmini in questa estate americana sopra gli stadi del Mondiale e invece sono arrivati in anticipo. Le parole di Granit Xhaka squarciano il cielo terso di San Diego ben più delle scariche elettriche, lasciando attoniti per la durezza con cui sono state pronunciate. Specialmente perché in questi giorni non c’era stato alcun segno premonitore che potesse far capire che all’interno della Nazionale qualcuno stesse vivendo questo malessere.
E invece la prestazione nel secondo tempo dell’amichevole con l’Australia ha fatto da scintilla in quella tanica di benzina che ha dentro di sé il nostro capitano. Troppe le cose che, secondo il 33enne, non sono andate bene: dall’impegno messo in campo agli innumerevoli appuntamenti promozionali in cui i giocatori sono stati chiamati a partecipare finora, fino alla gestione generale di tutta la spedizione. Parole dette ma non del tutto, anche perché Xhaka ha lasciato chiaramente intendere di essersi trattenuto.
Non è la prima volta che il carattere irascibile del numero 10 straborda, e la reazione stizzita di Yakin a precisa domanda fa capire che non è stata un’uscita concordata né preventivata. Ma, rispetto alle precedenti occasioni, le parole di Granit hanno un suono diverso. Più maturo, più consapevole. Di chi ha capito l’andazzo perché l’ha già vissuto e vuole raddrizzare il tiro prima che sia troppo tardi. Forse allora stavolta bisognerebbe seguire l’esempio del capitano, evitando di mettere tutto sotto il tappeto come troppo spesso è accaduto. Che questo monito, arrivato dal cuore e non dalla testa, sia usato come fondamenta e non come tritolo. Per imboccare la retta via in questo cammino mondiale che sta per iniziare.
Amichevoli, l'1-0 di Ndoye in Svizzera-Australia (LA2 Sport Live 06.06.2026, 21h00)
RSI Sport 06.06.2026, 22:59










