Una nuova mentalità
Una nuova mentalità (Keystone)

"In Portogallo siamo noi i favoriti"

La Svizzera di Vladimir Petkovic pensa sempre più "da grande"

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dall'inviato a Zurigo Marcello Ierace

Non chiamatela mina vagante. La Svizzera che lunedì partirà per il Portogallo per giocarsi la Final Four di Nations League è - e vuole continuare ad essere - una "big", una squadra che si è guadagnata sul campo il diritto di conquistare un trofeo continentale. E il primo a voler pensare in grande è il selezionatore rossocrociato Vladimir Petkovic. "Portogallo favorito? Siamo noi i favoriti! Noi dobbiamo sempre sentirci i favoriti - ha spiegato il tecnico durante la conferenza stampa a Zurigo, il giorno prima della partenza - Abbiamo fatto un piccolo exploit conquistando il primo posto nel gruppo davanti al Belgio, ma adesso non è più una questione di exploit. Abbiamo una squadra formata da giocatori di alto livello e quindi dobbiamo puntare in alto. Poi può succedere di tutto, la palla è rotonda...".

Noi andiamo in Portogallo per vincere Vladimir Petkovic

Non c'è che dire, a Petkovic questa Nations League piace, al di là degli ottimi risultati che sta raggiungendo. "Questo torneo ci ha permesso di confrontarci con le grandi squadre, cosa che spesso in passato ci era mancata, arrivando poi nei grandi eventi un po’ impreparati", ha continuato il ct elvetico. Sfide del genere che dovrebbero permetterti poi di evitare scivoloni come quelli con la Danimarca, con tre gol subiti nel finale di una partita che sembrava già chiusa. "Sono cose che accadono in tutti i contesti. A livello di Nazionali, in Champions League, anche a me è successo di passare dal 4-0 al 4-4. Sono cose che possono succedere anche se non dovrebbero succedere. L'importante è capire dove si è sbagliato".

Non capita tutti gli anni di andare a giocarsi un titolo europeo... Vladimir Petkovic

Per quel che riguarda la rosa, non si può non notare l'assenza di capitan Lichtsteiner. "Con Stephan ho già parlato ed eravamo d'accordo che lui non giocasse la Nations League - ha detto Petkovic - Lui è il nostro capitano ma è anche un giocatore come tutti gli altri. Io comunque non mando in pensione nessuno...". Nemmeno Mario Gavranovic? Al quale è stato preferito il giovanissimo Noah Okafor, primo giocatore nato negli anni Duemila ad essere convocato nella Nazionale maggiore. "Okafor è un giocatore moderno, interessante. In questi giorni ho capito che può far parte di questo gruppo, anche se ovviamente deve crescere parecchio. Riguardo a Gavranovic... questo è il calcio".

 
 
 
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