Forti legami affettivi con Diego
Forti legami affettivi con Diego (Keystone)

"In campo faceva cose che rimarranno uniche"

Luciano Moggi piange Maradona, con il quale ha condiviso gli anni d'oro del Napoli

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Dirigente del grande Napoli lungo il quadriennio 1987-1991, Luciano Moggi ha avuto modo di conoscere il compianto Diego Armando Maradona in tutte le sue sfaccettature, anche quelle più recondite. E il ricordo dell'oggi 83enne parte proprio da lì, dalle pieghe più intime della personalità dell'amico: "Era un ragazzo scherzoso, che non faceva mai pesare la sua qualità superiore nei confronti dei compagni, così come altruista, sempre pronto ad aiutare chiunque avesse bisogno. Genuino, ma nel contempo folle".

Purtroppo la sua è stata una vita spesa male: grande clamore, e poi il silenzio della morte Luciano Moggi

Il nome del Pibe de Oro, autentico genio in mezzo al campo (dove, a detta dello stesso toscano, "ha fatto cose che altri non sapranno mai fare"), è e resterà indissolubilmente connesso alla città partenopea, vera e propria seconda casa. Un legame viscerale, a stento esplicabile per parole: "È stato Diego a scegliere Napoli, e Napoli l'ha accolto come un figliolo, adottandolo". Testimonianze di tale affetto, d'altronde, pervadono ancora oggi strade e pareti, come ha illustrato di nuovo Moggi: "Arrivati a Napoli, su un muro sta scritto, a lettere cubitali, 'Il sole tramonta, ma Diego non tramonterà mai'". Così, effettivamente, sarà.

 
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