dall’inviato a Vilnius Silvio Reclari
Da bambino sogni di vestirne la maglia. Quando cresci poi ti appassioni sempre di più, ma una volta fatti i conti con la realtà (dei limiti tecnici personali), a parte qualche rara eccezione, ti accontenti di fare il tifo e a volte può capitare di essere talmente fortunato di prenderci l’aereo insieme. A me, come a qualche altra decina di supporter, è capitato proprio ieri e non lo nego, volare con la Nazionale rossocrociata di calcio è stato emozionante.
Per qualche istante infatti mi sono dimenticato di trovarmi all’aeroporto di Berna per lavoro e ho guardato quello che mi circondava con gli occhi del tifoso: ho visto altri tifosi come me (ragazzini, giovani, grandi e pure un po’ meno giovani) felici di essere a stretto contatto con i propri beniamini, di poterli avere tutti per loro anche solo per un momento, per una parola o per un immancabile selfie.
Il caos del terminal di Belp mi ha in seguito riportato alla realtà. Il giornalista si è reimpossessato di me e tra una domanda e l’altra, una foto e una battuta ho cercato di capire l’umore della truppa, che grazie anche alla buona prestazione in amichevole contro il Liechtenstein è decisamente alto. Alla fine è arrivato il momento di imbarcarsi sul volo diretto in Lituania, sperando che Vilnius sia solo una tappa di passaggio felice nel percorso verso l’Europeo francese.
In volo con la Nazionale







