La squadra del fantasista ai Mondiali di Russia uscì ai rigori con la Croazia
La squadra del fantasista ai Mondiali di Russia uscì ai rigori con la Croazia (Keystone)

La Danimarca nel segno di Eriksen

I nordici sono avversari temibili e non perdono un match ufficiale da ben tre anni

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Dall'inviato a Copenaghen Omar Bergomi

Quella di questa sera (diretta ore 18h00 su LA 2 e web) per la Svizzera sarà una sfida nella sfida. La Danimarca è infatti una squadra quasi tabù per i rossocrociati, che non la battono addirittura dal lontano 1984 (1-0 a Berna con gol di Barberis). E pensare che la compagine nordica è molto simile a quella di Petkovic e ne condivide in un certo senso pure pregi e difetti: è dotata di un buon collettivo, che si fonda principalmente su un centrocampo di qualità, mentre l'attacco non appare particolarmente performante, essendo privo di un vero e proprio "numero 9". In effetti il top scorer nel ruolo è il centravanti del Lipsia Poulsen (6 gol in 40 partite), con alternative quali il possente ma lento Cornelius o l'ancora acerbo Dolberg.

La differenza potrebbe però farla (nel bene o nel male) un giocatore di caratura mondiale che forse nelle file della Svizzera manca, ovvero il fantasista del Tottenham Eriksen (che è nei fatti il miglior realizzatore dei biancorossi con 29 centri in 91 partite). Seppur non in un momento di grande forma e con voci di mercato che lo vogliono lontano da Londra, il 27enne resta in ogni caso il pericolo pubblico numero 1 per la partita di Copenaghen.

La Nazionale nordica non perde un incontro ufficiale addirittura da tre anni (1-0 col Montenegro nelle qualificazioni Mondiali), ma l'andata del match del Gruppo D ha dimostrato che la Svizzera sa come colpire Schmeichel e compagni e senza quel black-out negli ultimi minuti al St.Jakob-Park non saremmo oggi qui a parlare di tabù. Il tecnico dei danesi Hareide non vuole comunque rischiare di commettere lo stesso errore, e ha già dichiarato che "la partita con la Svizzera è il match più importante per noi dagli scorsi Mondiali e vogliamo vincere per averne altre ancora più importanti". Quel che è certo è che i tabù sono fatti per essere sfatati.

 
 
 

 

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