dall’inviato a Riga Silvio Reclari
Sarà che il calcio non tira più come una decina d’anni fa, oltre all’hockey ora c’è il basket a farla da padrone, ad immagine della gigantografia a grandezza naturale (oltre 220cm) della stella NBA Kristaps Porzingis che campeggia in aeroporto, ma la selezione lettone sta vivendo una crisi senza precedenti. Ultimi nel girone di qualificazione a Russia 2018 con 3 punti, frutto del successo in casa di Andorra all’esordio (6 settembre 2016), i baltici perdono da 8 partite consecutive, amichevoli con Georgia (5-0) ed Estonia (2-1) comprese.
Scivolata fino al 131o posto del ranking FIFA, due posizioni dietro ad Andorra per intenderci, la Lettonia ha deciso di cambiare guida tecnica lo scorso aprile. Il ritorno (per la terza volta) in panchina di Aleksandrs Starkovs al posto del dimissionario Marians Pahras non ha però prodotto i risultati sperati. Malgrado un più accorto 3-5-2, prima il modulo era il 4-4-2, la difesa baltica continua a essere troppo vulnerabile e a pagare a caro prezzo le ingenuità (tre reti da palla ferma contro l’Ungheria giovedì), tanto che le molteplici prodezze del portiere dello Zurigo Andris Vanins risultano alla fine vane.









