Dove non è arrivato Sommer, ci hanno pensato i legni
Dove non è arrivato Sommer, ci hanno pensato i legni (Keystone)

La sfortuna è ceca, noi ci vediamo benissimo

Sorretta dalla buona sorte, la Nazionale piazza il tre su tre e completa un ritorno d'oro

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dall'inviato a San Gallo Nicola Rezzonico

Chi l'avrebbe mai detto, dopo il catastrofico girone d'andata? Ed invece eccoci qui, nella fredda e piovosa San Gallo, a celebrare la salvezza tra le grandi di Nations League. Lega A, una dimensione che sembra ormai appartenerci appieno. Tant'è vero che, in tre tornei, siamo sempre riusciti a scongiurare la retrocessione. Un'impresa non scontata: ne sanno qualcosa Germania, Croazia e, da qualche giorno, pure l'Inghilterra, le vittime più illustri di queste prime edizioni. Se c'è un rammarico, esso riguarda proprio la difficile entrata in materia della scorsa primavera, quando avevamo stracciato - e con larghissimo anticipo - gli ambiti biglietti per un'eventuale Final Four. Ma può anche andar bene così, a dirla tutta.

Nel fortino kybunpark (dove le vittorie consecutive ammontano ora a cinque), la sfida da dentro o fuori con la Cechia richiedeva un particolare tipo d'approccio, opposto, più sfrontato rispetto a quello di sabato scorso. Per intenderci: qualcosa che andasse oltre al "difendersi e ripartire" saragozziano, peraltro ottimamente interpretato. Il pubblico di casa si attendeva una Nazionale camaleontica, versatile, in grado di adattarsi all'avversaria. E dunque, in sostanza, padrona del gioco. Nei primi minuti, tuttavia, dinamismo ed imprevedibilità ci hanno tremendamente fatto difetto. Meglio, molto meglio Soucek e compagni, cui solo la sfortuna (vedasi la clamorosa traversa di Vlkanova) ed il solito, superbo Sommer hanno negato un gol che avrebbe potuto orientare l'incontro verso direzioni pericolose. 

Per blindare il posto nell'élite, in fin dei conti, è allora stato sufficiente il tremendo uno-due Freuler-Embolo, una mazzata per i coraggiosi ospiti. I quali, onore a loro, hanno comunque continuato a crederci fino al 90', senza risparmiarci grattacapi (su tutti, il rigore parato e l'ulteriore legno finale). Regali della Dea Bendata? Forse sì, in occasione di una serata speciale. Già perché a San Gallo si festeggiavano due degli esponenti della classe d'oro 1992, ovvero capitan Xhaka, che oggi ha soffiato sulle 30 candeline, e Rodriguez, il settimo ad entrare nel club dei 100. Regali certamente apprezzati, come apprezzata - da parte dei tifosi - è stata quest'ultima fase d'avvicinamento al Mondiale: rinfrancati dall'en plein delle ultime tre uscite ufficiali, in Qatar potremo senz'altro toglierci piacevoli soddisfazioni. A patto, è ovvio, di non tornare la sbiadita versione d'inizio giugno.

Legato a Rete Uno Sport 27.09.2022, 24h00

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