Quattro secondi posti (e tre terzi) negli ultimi otto anni possono bastare: lo Young Boys vuole tornare al successo in campionato e per farlo ha messo mano al portafoglio, ingaggiando Miralem Sulejmani e Loris Benito, ma anche confermando le 23 reti di Guillaume Hoarau. Tutto questo in attesa che Blerim Dzemaili decida se accettare o meno il contratto decennale propostogli dai gialloneri.
"Ogni persona di questo club si sente parte di una squadra e questa è la cosa più importante per poter fare qualcosa di buono"
Marco Wölfli
I bernesi in questa stagione sono obbligati a trovare il giusto mix e a vincere, altrimenti, senza titoli, a fine stagione bisognerà soffiare su una triste torta con 30 candeline di insuccessi. Per Marco Wölfli, da 17 anni in giallonero, perché questa sarà la stagione giusta per lo Young Boys? "Perché oggi tutta la società", risponde il portiere, "poggia su solide basi. Non c'è solo una buona squadra che va in campo, ma è ottima anche la struttura che le sta intorno, a cominciare dal direttore sportivo Fredy Bickel su fino al presidente. Ogni persona di questo club si sente parte di una squadra e questa è la cosa più importante per poter fare qualcosa di buono".







