Calcio

Lugano, il rientro da Malmö è un'odissea

Più di 8h30' di viaggio a causa degli scioperi all'aeroporto di Malpensa

  • 25.10.2019, 22:09
  • 4 maggio, 21:57
L'arrivo in serata allo scalo milanese di squadra, staff, tifosi e giornalisti

L'arrivo in serata allo scalo milanese di squadra, staff, tifosi e giornalisti

  • rsi.ch
Di: RSI Sport 

dall'inviata Serena Bergomi

Sono le 18h37, siamo finalmente a Malpensa. Ma il viaggio è tutt’altro che finito. Rientrare dalla Svezia si è rivelato decisamente più complicato del previsto: il ritrovo nella hall dello Scenic Triangeln di Malmö era fissato per le 11h15 con il bus che già ci attendeva per accompagnarci in aeroporto. Degli scioperi italiani di venerdì 25 ottobre eravamo tutti a conoscenza ma la speranza, si sa, è sempre l’ultima a morire e, con un volo charter, le possibilità di schivare la "gabola" erano alte nei nostri pensieri. Errore gravissimo.

Poco prima di arrivare all’aeroporto di Malmö, ci è stato comunicato che il nostro volo, con partenza prevista per le 13h30, sarebbe decollato con un’ora e venti minuti di ritardo. Appuntamento quindi alle 14h50 dopo tre ore trascorse a bighellonare tra il minuscolo duty free e il pub del terminal, uniche fonti di intrattenimento in loco. Se non che, come un fulmine a ciel sereno, l’altoparlante ci infligge la seconda mazzata della giornata: da Malpensa giungono pessime notizie, partenza posticipata nuovamente alle 15h30. Ad ogni annuncio successivo la preghiera era comune, "speriamo non sia per noi".

Pericolo parzialmente schivato, alle 14h54 siamo saliti sull’aeromobile con la certezza di lasciare presto il suolo svedese. Nada. Nuova comunicazione da Malpensa che ci avvisa del fatto che abbiamo perso il nostro "slot", ovvero il nostro spazio vitale per atterrare in quell’orario nell’aeroporto milanese, quindi: partenza ritardata di un’altra ora e un quarto con l’impossibilità, per legge, di lasciare il velivolo.

Partenza infine alle 16h15 circa, e via che si parte alla volta della terra promessa. Viaggio sereno, tutto finito? No, perché una volta atterrati a Malpensa, 18h35 circa, ci comunicano che siamo sprovvisti di scala per scendere e bus per raggiungere il terminal. Altri 25 minuti di attesa. Al suo arrivo applausi a scena aperta che si vanificano però in un battito di ciglia, perché? La scala non funziona, ne dobbiamo attendere un’altra. E la scena ormai prende un non so che di tragicomico mentre sbarchiamo stile naufraghi del cielo. Tanto che si cominciano già ad ipotizzare gli scenari peggiori per quanto riguarda i bagagli.

Alla fine anche i giocatori, chi più chi meno, ci scherzano su quando, stipati nel bus la condensa fa una piccola doccia ad alcuni di loro. E mentre Sabbatini e compagni filano via perché muniti di bagaglio a mano, noi ci sistemiamo al rullo, pronti per i cento metri in pieno stile Bolt, desiderosi più che mai di abbandonare la scena e chiudere la pratica.

Si dice che la pazienza è la virtù dei forti, confermo. E noi dopo tutto questa odissea ci siamo rivelati, ahimè, deboli. Nuova ondata di positività quando il tappeto nero comincia a girare e sputare valigie che però, come da copione, sono quelle del volo precedente il nostro, festa rimandata. Tanta invidia per chi, a nostro discapito, può già lasciare il luogo del delitto, a noi tocca ancora attendere. E intanto il solito trolley dimenticato da tutti perché scambiato o abbandonato, gira in solitaria e ci passa davanti una, due, tre... mille volte. All’alba delle 19h41 spuntano le prime valigie ed ecco che i vari "è mia!", "eccola" "tala lì" si sprecano. Forse, dopo 8 ore e mezza, possiamo salutarci e mettere davvero la parola fine a quest’avventura.

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01:42

EL, il servizio sul Lugano (Sportsera 25.10.2019)

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EL, l'intervista ad Eloge Yao (Sportsera 25.10.2019)

RSI Sport 25.10.2019, 11:06

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