Dall'inviato a Salvador Omar Gargantini
Manca ancora il Gruppo H, ma soprattutto Hazard non se la prenda se già ora indichiamo in Thomas Müller il protagonista assoluto della prima giornata di partite. In dote porta una tripletta, la 50a nella storia del Mondiale, nel giorno della 50a presenza in Nazionale: geniale! Come geniali sono le sue giocate, con quei calzettoni abbassati stile anni ’80 che riportano ad un calcio meno ingabbiato negli schemi e più reale. Non è un bomber nel senso classico del termine, ma siccome lo ha allenato il suo omologo ed ancor più famoso Gerd, Thomas ha imparato ad annusare l’area per farsi trovare spesso al posto giusto nel momento giusto. Perché come insegnano gli attaccanti veri, non c’è assolutamente casualità se uno la mette spesso ed altri non ci riescono.
Ma sarebbe riduttivo, ancorché viaggi a medie d’extralusso (8 gol in 7 presenze mondiali!), circoscrivere al semplice fiuto realizzativo le qualità del 24enne bavarese fresco di rinnovo col Bayern. Müller è molto di più: è un giocatore offensivo nel senso più ampio del termine, perché ha anche tiro, corsa e intelligenza. Può fare il "falso 9" come tanto va di moda ora e come ha fatto alla grandissima contro il Portogallo, ma anche l’esterno o il centrocampista un po’ più basso. Vista l’età, potrebbe diventare uno dei più grandi di sempre.
Neymar e Messi, per non parlare del malinconico Ronaldo scivolato subito sull’orlo di una crisi di nervi, ma pure di Van Persie, di Benzema e di Balotelli, si mettano in fila: il Mondiale è ancora lungo, molto lungo, ma per il trono di capocannoniere la pole position se l’è aggiudicata Thomas Müller, già (co)padrone di questa classifica 4 anni fa in Sudafrica. Con un vantaggio non indifferente rispetto ai suoi rivali più accreditati: la Germania è una squadra e non dipende dall’estro di un singolo. Quindi può fare tutto con minor pressione. E continuare a divertirsi e divertirci!







