Mario Gavranovic, ragazzo di origini croate ma nato e cresciuto a Lugano, si sente perfettamente svizzero, perché questo è il suo modo di vedere la vita e il calcio. Prodotto del Team Ticino, dopo aver debuttato nel Lugano ed essere passato da Yverdon e Xamax, ha fatto il salto di qualità nello Schalke, compresa la parentesi nel Magonza, prima di rientrare in Patria, sponda Zurigo "Ora sono un giocatore vero. Prima ero un ragazzino che giocava per divertimento. Adesso gioco in una squadra importante e ho la responsabilità di essere decisivo. Mi piace sentirmi importante. Sono maturato tanto. Mi definiscono come il giocatore dei 16m. E in effetti io vivo per questo".
Se c'è un giocatore che ha segnato la sua carriera finora, questo è Raul. "È stato un anno fantastico quello passato con lui allo Schalke 04. È un gran giocatore e una grande persona. Stare al suo fianco mi ha insegnato molto". L'approccio al Mondiale brasiliano non è stato perfetto, almeno fuori dal campo: "Mio fratello mi ha detto che non c'era la mia figurina sull'album. Non ci sono rimasto male, ma ero un po' deluso".







