Calcio

Non è la Polonia degli anni Settanta

Una squadra solida ma non migliore della Svizzera

  • 24.06.2016, 03:30
  • 4 maggio, 15:30
Lato contro la Germania al Mondiale del 1974

Lato contro la Germania al Mondiale del 1974

  • Keystone
Di: RSI Sport 

dall'inviato Armando Ceroni

Negli anni Settanta i calciatori avevano besettoni e capelli lunghi, anche quelli che arrivavano dai paesi dell’ex blocco sovietico. Soprattutto i polacchi che facevano di tutto per non essere come gli "altri". I russi usurpatori di idee e libertà. In campo e fuori dove ci si muoveva a ritmi rock, una sinfonia sciamannata interpretata da gente che è rimasta nell’immaginario collettivo degli appassionati di calcio.

Tomaszewski in porta. Gorgon e Zmuda in difesa. Kasperczak e Deyna a centrocampo. Davanti il terzetto Gadocha, Szarmach e Lato. Per un decennio quella Polonia fece meraviglie conquistando un'Olimpiade e approdando due volte in semifinale ai Mondiali. Poi quando la disco music stava tramontando, a metà degli anni Ottanta, anche la Polonia calcistica era entrata in un processo di declino che pareva irreversibile. Una discesa che nemmeno la verve di un campione come Zibi Boniek era riuscito ad arrestare.

Ci sono voluti quasi trent’anni, passando attraverso un papa popolare come Wojtyla e una rivoluzione altrettanto popolare come quella del Solidarnosc (Sindacato Autonomo dei Lavoratori "Solidarietà"), per riemergere. Per ritornare ad essere amati da tutto un popolo che sogna. Si appassiona. Si contorce le budella quando Lewandowski va in gol, ma anche quando non ci va. E capita da sette partite consecutive che il calciatore più idolatrato dai polacchi non riesca più a centrare la porta.

Il resto non so. Anzi so che questa Polonia, che ha ridato luce e speranza a tutto un popolo, non è certo quella brillante che mi frulla sempre in testa. Lewandowski è un fenomeno, Milik il suo compagno di avventura in attacco non è male. Krychowiak, che con il Siviglia è diventato uno dei migliori centrocampisti in circolazione, è forte. Ci metto anche Blaszczykowski, reduce da una stagione in ombra con la Fiorentina, ma che rimane un giocatore di qualità. Il resto? Squadra solida, compatta, brava a chiudersi e ripartire, ma sicuramente non migliore della Svizzera.

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