Anche se era un suo obiettivo ben preciso, Kastriot Imeri non si aspettava che la scalata verso la Nazionale maggiore fosse così veloce. Un traguardo raggiunto anche grazie alle buone prestazioni con la U21, alle 4 reti in 10 partite in Super League, ma soprattutto a una forza di volontà superiore alla media. "Il calcio è un lavoro, il lavoro che volevo fare fin da bambino - ha sottolineato il 21enne centrocampista del Servette - è sempre stato il mio piano A, quindi per me non esiste non dare il 100% per questo sport".
Per arrivare qui ho fatto molti sacrifici
"I giovani spesso non pensano a queste cose - ha proseguito Imeri - ma io curo molto la nutrizione, il riposo e l'allenamento di muscoli che di sovente vengono ignorati. Fare attenzione anche ai piccoli dettagli ti permette di rendere al massimo in campo". E sulla scelta di indossare la maglia rossocrociata invece di quella del Kosovo, il trequartista non ha mai avuto dubbi: "La Svizzera mi ha dato tutto, sia a livello scolastico sia calcistico, e la mia famiglia non mi ha fatto pressioni, anzi ha sempre appoggiato le mie decisioni. Quindi, non ho mai pensato di rifiutare la selezione elvetica in favore di quella kosovara".
Il servizio con Kastriot Imeri (Rete Uno Sport 10.11.2021, 07h30)
RSI Sport 10.11.2021, 09:48
Contenuto audio
Nazionale, il servizio dal ritiro di Lugano (Il Quotidiano 09.11.2021)
RSI Sport 09.11.2021, 21:03









