Non solo la vicina serie A, impelagata in quello che potrebbe rivelarsi come l’ennesimo scandalo, sta vivendo un momento difficile. A far parlare nelle ultime ore, infatti, è il caso dell’Eredivisie e dell’Eerste Divisie, la serie A e la serie B dei Paesi Bassi. Da diverse settimane Lega, Federazione, club e giocatori sono alle prese con una bella gatta da pelare, ovvero la questione passaporti e doppia cittadinanza. All’orizzonte, anche se appare quantomeno utopistico, si sta profilando l’ombra di un annullamento della stagione (nella quale il PSV Eindhoven si è laureato campione) con addirittura 133 partite da rigiocare.
Nello specifico, nella scorsa finestra di marzo dedicata alle nazionali 25 giocatori possessori di doppio passaporto hanno disputato partite internazionali con le maglie di Suriname, Indonesia e Capo Verde. Tutto normale, insomma, come sempre accaduto. Non fosse che la legislazione dei Paesi Bassi prevede in alcuni casi la rinuncia al passaporto olandese se gli viene preferito quello di un altro paese. Cosa significa, in breve? Che i 25 calciatori sono scesi in campo in campionato da extracomunitari, poiché i requisiti per essere in regola, come tra gli altri uno stipendio di almeno 608’000 euro l’anno, non sono stati soddisfatti.
Alcuni club, in attesa di una vera presa di posizione da parte della Federazione, hanno intanto cercato di metterci una pezza, lasciando in panchina i suddetti giocatori, con alcuni di questi che nel frattempo hanno ottenuto un visto provvisorio. Da capire resta cosa deciderà il Tribunale dell’Aia.
Il servizio sul caos nei campionati dei Paesi Bassi (Rete Uno Sport 01.05.2026, 18h30)
RSI Sport 01.05.2026, 19:00
Contenuto audio







