Spesso Vladimir Petkovic ha fatto la storia delle squadre che ha allenato: una promozione storica con il Bellinzona nell'ultima partita giocata all'Espenmoos di San Gallo, una Coppa Italia con la Lazio nell'unico derby romano in finale e, se vincerà, domenica contro le Isole Faroe otterrà la quarta vittoria in quattro partite nelle qualificazioni mondiali, una cosa che non ha mai fatto nessuno: "Spesso nell'istante in cui queste cose accadono non si ha l'impressione di fare qualcosa di straordinario. Come Nazionale svizzera in questo momento facciamo il nostro dovere e cerchiamo di avere fame, non solo per questa partita, ma anche per le successive. Dobbiamo e vogliamo prenderla seriamente, come se fosse una delle partite più difficili del momento".
Spesso si dice che chi si occupa della Nazionale è più un selezionatore che non un allenatore, ma Petkovic sembra avere trovato il giusto equilibrio: "Ci vuole tempo per creare i presupposti per fare queste cose. Io sono contento di riuscire a dividere le cose ed essere selezionatore finché non siamo in ritiro. Poi quando ci riuniamo mi occupo di allenare la squadra e cercare di proporre poche idee, ma nel modo giusto".
"Non sono io ad aver riportato il sorriso. Sono sempre i giocatori che lo riprendono e portano avanti lo spirito positivo"
Vladimir Petkovic
Da quando ha preso in mano due anni fa la Svizzera, il tecnico ha visto la squadra crescere, tuttavia è cosciente che bisognerà dimostrarlo sul campo: "Per vedere se il gap con le Nazionali più forti è stato colmato, bisognerà confermarlo nelle partite importanti. Con la testa ci crediamo di più. Sappiamo che possiamo giocarcela contro qualsiasi avversario e anche vincere".
Il servizio con Yann Sommer (Rete Uno Sport 10.11.2016, 12h30)
RSI Sport 10.11.2016, 14:00
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Nazionale, l'intervista a Vladimir Petkovic (08.11.2016)
RSI Sport 08.11.2016, 17:14







