di Omar Gargantini
L'anno scorso Zeman era rimasto in sella anche dopo la serie nera di aprile, nonostante la concomitante involuzione di gioco e la progressiva spaccatura con lo spogliatoio. Manzo non ha il pedigree del suo predecessore, costa pure molto meno ed era stimato dai giocatori, eppure non è scampato all’esonero. Annunciato finché si vuole ormai da qualche settimana, ma ciononostante pur sempre clamoroso e quindi difficile da capire. Perché il Lugano, pur non vincendo più da settembre, non è mai scivolato sotto la linea e col recupero di Sabbatini e Culina è verosimile che si riprenderà, dopo essere oltretutto stato defraudato in occasione delle sfide casalinghe con Basilea e San Gallo. E con quei 3-5 punti in più, la classifica sarebbe un bijou.
Renzetti però è un istintivo e l’evoluzione delle cose - o se preferite l’involuzione - lo ha convinto che sia opportuno dare una scossa adesso, prima che la situazione degeneri. Come sempre si assume tutti i rischi di una scelta alquanto audace e impopolare: ma siccome il Lugano è "suo senza l’aiuto di nessuno", come ama ripetere miscelando narcisismo e vittimismo, è normale che sia così. Che poi sia anche giusto, beh, non lo possiamo affermare. A maggior ragione non sapendo chi prenderà il posto di Manzo. Quasi sicuro che sarà un italiano ed i precedenti inducono ad un sostanziale scetticismo. Che sia Tramezzani, Moriero o qualche altro "sconosciuto".
Ma Renzetti il nome ce lo darà solo nei prossimi giorni: vuoi togliere la soddisfazione di un’altra raffica di interviste dopo quelle odierne?
Il commento di Omar Gargantini sull'esonero di Andrea Manzo (Rete Uno Sport 20.12.2016, 07h00)
RSI Sport 20.12.2016, 09:06
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