Sguardo fisso sul futuro
Sguardo fisso sul futuro (Ti-Press)

"Sono un lottatore e non accetto di perdere"

Renato Steffen tira un primo bilancio positivo dell'esperienza ticinese e guarda avanti

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Giunto da un mese a Lugano, Renato Steffen ha parlato del suo amore per il calcio e dell'arrivo in Ticino. "Ho iniziato a giocare a pallone a quattro anni. La passione me l'ha trasmessa mio papà e verso i 12 ho capito che avrei voluto diventare un calciatore professionista, ma ovviamente non ero il solo", ha spiegato il bianconero.

L'italiano? Lo sto studiando... così capirò cosa vuole davvero l'allenatore da me Renato Steffen

A Cornaredo l'argoviese è arrivato con le idee chiare: giocare con regolarità e restare in Nazionale. "Di sicuro è uno dei motivi per cui ho cambiato aria - ha ammesso il 30enne - In Bundesliga ho avuto un'ottima carriera, ma in Ticino si è presentata una sfida con nuove responsabilità interessanti". Rispetto alla Germania, il sud della Svizzera offre una situazione diversa: "Il clima è migliore, sotto il sole cambia anche l'allenamento e con la famiglia definitivamente qui ho chiuso il cerchio. A Wolfsburg avevamo un grosso centro d'allenamento, Lugano è un'altra realtà. Il Polo Sportivo è all'inizio e bisogna accettare quello che si ha, non siamo però messi male e il primo impatto è più che positivo", ha concluso Steffen.

Legato a Rete Uno Sport 03.10.2022, 07h15

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