di Armando Ceroni
Sono sorpreso. Negativamente. Mi aspettavo che Murat Yakin facesse scelte più coraggiose, in linea con il suo pensiero. E invece no. Le sue prime convocazioni sono un copia-incolla rispetto al recente passato, senza tenere conto di quanto sta succedendo in Super League, dove ci sono almeno tre giocatori che stanno facendo la differenza: Stocker, Marchesano e Bottani. Ignorati.
Eppure si era detto che i più in forma del momento avrebbero potuto essere preferiti a coloro che all'estero non giocano. Storie. Mehmedi ha dato l’addio alla Nazionale. Shaqiri non gioca da inizio luglio. Idem per Embolo e Seferovic, che oltretutto sono reduci da infortunio. Unica novità sul fronte offensivo Zeqiri, che in Inghilterra vede più panchina che altro.
Tradotto: Murat pare Vlado, che aveva sempre visto di sghimbescio tutto ciò che offriva il campionato svizzero. Continuità era ed è la parola chiave. Giusto o sbagliato non so. So però che non è coerente con quanto dichiarato. Così come so che Yakin è un giovane, vecchio volpone che ti fa credere una cosa, ma sa già che ne farà un’altra. Che difficilmente sbaglia le scelte, così come le partite. Che è sicuro di battere l’Italia e conquistare direttamente, senza passare dagli spareggi, la qualificazione per i prossimi Mondiali. Solo il campo ci dirà se questa Svizzera di nuova mano, ma dal sapore antico, saprà fare meraviglie come ai recenti Europei.









