Dal nostro inviato in Brasile Omar Gargantini
Solo 4 squadre europee sono venute a vincere qui in Brasile. Ma solo la Germania ha saputo farlo in una partita ufficiale. E l’ha fatto infliggendo alla seleçao la più grossa umiliazione della sua storia. Nei numeri: perché 7 gol non li aveva mai presi e solo una volta era stata (stra)battuta con 6 gol di scarto, ma nell’antichità del pallone perché parliamo di quasi 100 anni fa (6-0 dall’Uruguay). E anche o soprattutto nella sostanza: a memoria d’uomo non si ricorda infatti un tale mortificante divario di forze a svantaggio del Brasile. Insomma, e mi rendo conto che la battuta suona ovviamente sarcastica, finalmente da ieri il trauma del Maracanazo è stato sdoganato: la débâcle di Belo Horizonte assume i connotati del momento di gran lunga più nero in assoluto per quello che in ogni caso resta il paese del calcio per antonomasia.
Non è stata una gran partita, anzi dopo mezz’ora di tempesta tedesca, con autentiche autostrade dalle parti di Marcelo ed un Kroos a dir poco sontuoso nei panni dell’ispiratore, la semifinale-che-valeva-una-finale si è trasformata in una grottesca parodia. Ma ciononostante al Mineirao siamo stati spettatori e quindi testimoni di uno di quegli episodi che di generazione in generazione assumerà sempre più i contorni della leggenda. Addirittura, mi spingo a dire che questo è il risultato più eclatante mai verificatosi tenuto conto che in campo c’era il Brasile. Non Zaire o El Salvador.
Un ko che chi l’ha subito verosimilmente mai riuscirà a metabolizzare del tutto; e che in diverse città del paese ha intanto già adito a scontri e disordini. Dal sogno alla realtà, il passo non è mai stato così rapido e doloroso.
Il servizio con David Luiz (Rete Uno Sport 09.07.2014, 07h20)
RSI Sport 09.07.2014, 10:37
Contenuto audio







