Dall'inviato a Vancouver Severino Piacquadio
Ci sono sentimenti contrastanti dopo l'esordio della Svizzera in una fase finale di Coppa del Mondo. Quello della soddisfazione per aver tenuto brillantemente testa alle campionesse in carica, e per tutti i novanta minuti. E quello del rimpianto per le situazioni create ma non concretizzate. Il nome che tutti si sono annotati è quello che noi già conoscevamo bene: Ramona Bachmann. Da sola ha fatto ammattire la difesa giapponese, da sola ha tenuto vive le speranze di fare risultato. Alla fine però a decidere tutto è stata una scelta arbitrale opinabile, la concessione del calcio di rigore contro le elvetiche, per il contatto tra la numero uno elvetica Gaelle Thalmann e l'attaccante asiatica Ando, contatto considerato falloso dalla messicana Venegas. Un episodio che a conti fatti ha condizionato l'esito del confronto. L'esecuzione perfetta della capitana Miyama non ha lasciato scampo a Thalmann, confermata titolare dopo i dubbi della vigilia.
Ma la Svizzera non ha accettato il destino beffardo, e ha prodotto calcio e spunti degni di una squadra di alto livello. Ha aumentato il possesso palla, e ha aspettato i guizzi di Ramona Bachmann. Incontenibile, la giocatrice del Rosengaard ha avuto un solo difetto: la mancanza di freddezza e lucidità all'ultimo tocco. Nel mezzo c'è stato anche un palo delle giapponesi, unico rischio concreto corso dalle nostre ragazze nella ripresa. L'approccio è stato insomma quello giusto, ora la coach Martina Voss-Tecklenburg sa che, amarezza a parte per la sconfitta, può davvero ambire agli ottavi di finale. Che passeranno dalle prossime due sfide, contro Ecuador e soprattutto Camerun.
Le voci dopo Giappone - Svizzera (09.06.2015)
Contenuto audio
Il servizio di Severino Piacquadio (Rete Uno Sport 09.06.2015, 07h00)
RSI Sport 09.06.2015, 09:14
Il servizio con Martina Voss-Tecklenburg (Rete Uno Sport 09.06.2015, 12h30)
RSI Sport 09.06.2015, 11:41









