Calcio

Tutti i numeri degli Stati Uniti

Da sedici anni non conquistavano il trofeo iridato

  • 06.07.2015, 10:09
  • 4 maggio, 14:33
Di nuovo campionesse

Di nuovo campionesse

  • Keystone
Di: RSI Sport 

di Severino Piacquadio

Non si può parlare di rivincita, quella le americane se l’erano già presa nel 2012 ai Giochi di Londra. Ma da qualche ora la parola delusione è stata definitivamente cancellata dal vocabolario del calcio femminile statunitense. La delusione che era scaturita 4 anni fa a Francoforte nella finale persa (meglio sarebbe dire buttata via) ai rigori contro le giapponesi.

I numeri dicono che gli USA sono il paese dominante tra le calciatrici donne. Sette mondiali, solo 4 partite perse, tre titoli di campionesse, uno di vice-campionesse, e tre terzi posti. Mai giù dal podio. Se aggiungiamo il palmarès olimpico, vien da strabuzzare gli occhi: cinque edizioni giocate, 4 ori e un argento conquistati.

Eppure c’era un vuoto da colmare, un vuoto profondo 16 anni, quanti ne sono passati dal trionfo in casa del 1999 (con 90 mila spettatori a Pasadena e la finale vinta ai rigori sulla Cina) al 2015. Due i denominatori comuni: l’avversaria (asiatica) e la sede, il Nordamerica (Vancouver oltretutto dista dagli Stati Uniti come Airolo da Como). Due i nomi che hanno lasciato il segno sul successo: Carli Lloyd e Hope Solo. La prima, diventata in corso di torneo capitano, è andata in goal in 4 partite consecutive, quelle più importanti a eliminazione diretta, addirittura con la storica tripletta in finale mai riuscita a nessuna. La seconda ha eguagliato il record di imbattibilità a un Mondiale, 540 minuti, e finalmente conquistato l’unico trofeo che mancava alla sua straordinaria carrriera: la Coppa del Mondo. Il Giappone ha invece fallito il record di dieci vittorie consecutive a un Mondiale, e lasciato la Germania ancora sola a potersi fregiare della soddisfazione di aver vinto due edizioni di fila. La certezza è che il calcio femminile ha sempre più estimatori a livello planetario. E da quest’anno, qualcuno in più anche in Svizzera, grazie alla storica prima presenza delle rossocrociate in Canada.

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